Non ho alcuna intenzione di andare con Sel. Credo nel progetto del Partito Democratico e voglio contribuire a portarlo avanti e a rafforzarlo senza rinunciare alla coerenza delle mie idee. La rimozione di Mineo e Chiti dalla commissione che discute delle riforme costituzionali a causa del loro dissenso su alcune parti della proposta del governo (posizione, la loro, condivisa da 20 senatori Pd) e stata una brutta pagina.

Il partito del 40%, il partito a vocazione maggioritaria, il “partito della nazione” come lo ha definito qualcuno deve assumere la pluralità interna come una ricchezza e una necessità e fare un po’ di fatica in più per comprendere le ragioni dell’altro e trovare una sintesi. Oggi sembra che voglia fare un po’ di fatica in meno e risolvere il dibattito delle idee a un braccio di ferro. Per questo abbiamo fatto il gesto simbolico di sospenderci in attesa di un chiarimento interno al gruppo, che è già stato fissato per martedì prossimo. Spero che prevalga la ragionevolezza.

13.06.14 Rassegna Stampa

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