“Il governo conferma il suo impegno per l’insegnamento della filosofia nelle scuole e nelle università italiane. Conto che questo si traduca in un’azione concreta e che non vengano ridotte le ore di insegnamento nelle scuole e nei corsi universitari.”

Lo dichiara Sergio Lo Giudice, senatore del Partito Democratico, commentando la risposta giunta oggi dal Governo, attraverso il sottosegretario all’Istruzione D’Onghia, all’interrogazione presentata con altri 23 senatori di diverse forze politiche. L’interrogazione parlamentare, a prima firma Lo Giudice, nasceva dall’allarme lanciato qualche mese fa dai principali filosofi italiani ( Esposito, Fabris, Reale, Antiseri, Battaglia, Bodei, Marramao, Rovatti, Severino, Vattimo e molti altri) firmatari di “Un appello per la filosofia”. Il documento denunciava l’eliminazione della filosofia teoretica da molti corsi universitari di Pedagogia e Scienze dell’educazione e il rischio che le sperimentazioni in atto di riduzione a quattro anni della scuola secondaria superiore comprimessero l’insegnamento della filosofia da tre a due anni.

“Il Governo – spiega Lo Giudice – ha assicurato che le sperimentazioni non seguiranno la scorciatoia dell’accorciamento del tratto finale, ma saranno basate su una rimodulazione complessiva dell’intero percorso e con un aumento del carico orario del quadriennio. ll sistema formativo italiano conta un deficit di cultura scientifica, ma il consolidamento del sapere scientifico e tecnologico nel Paese non può non essere accompagnato da un ruolo forte del pensiero filosofico, come riflessione critica sugli obiettivi e sulle implicazioni etiche dei processi scientifici e tecnologici. La stessa competitività economica internazionale dell’Italia si basa sulla creatività dei nostri prodotti, ma un pensiero creativo si spegne se il sapere si riduce a semplice esecuzione di procedure” .

Roma,giovedì 29 maggio 2014
Sen. Sergio Lo Giudice

ALLEGATO

Il testo dell’interrogazione

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