La commissione giustizia del Senato sta discutendo sulla nuova legge sulla responsabilità civile dei magistrati. Si tratta di aggiornare la legge Vassalli 117 del 1988 che in questi anni si è rivelata di fatto inapplicabile. Viene eliminato il filtro di ammissibilità della richiesta da parte di un tribunale per evitare che l’azione di rivalsa del cittadino venga bloccata prima del suo iter. Si rende inoltre più facile la richiesta di risarcimento, in caso di dolo o colpa grave del magistrato, allungando il tempo utile per la richiesta da uno a tre anni.

Viene invece ribadito il principio per cui l’interpretazione delle norme, anche in difformità dalla Cassazione, o la valutazione del fatto e delle prove non possono dare luogo a responsabilità, tranne nel caso in cui si leda il diritto dell’Unione Europea. Si mantiene inoltre il principio per cui la responsabilità è in primo luogo dello Stato, nei cui confronti il cittadino può agire: lo Stato, in caso di condanna, può esercitare la rivalsa sui magistrati nel caso in cui rilevi dolo o colpa grave.

Sono due no fermi alle richieste del centrodestra, che avrebbe voluto la possibilità di rivalsa diretta verso i magistrati e l’obbligo di attenersi alla giurisprudenza della Cassazione. Se qualcuno pensava di usare questa legge per ledere l’autonomia della magistratura rimarrà deluso. Ne ho parlato al Tg Parlamento delle Rai.

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