(DIRE) Roma, 20 nov. – “Il convegno nasce dalla valutazione che un ddl del genere in Parlamento ottiene poco spazio perche’ qui trova imbarazzo, timori e quindi e’ necessario che si costruisca un movimento di richiesta con le famiglie e le associazioni”. Cosi’ il senatore del Pd, Sergio Lo Giudice, interpellato dalla Dire, si riferisce all’incontro ‘Eros&disabilita’: oltre muri e pregiudizi’, che si tiene oggi pomeriggio, con inizio alle 16, nell’aula del Cenacolo alla Camera dei Deputati, organizzato per sensibilizzare sulla necessita’ di normare la figura dell’assistente psicologico sessuale. “Esiste gia’ una proposta di legge depositata nel 2014 a mia prima firma- ricorda Lo Giudice- che si propone di introdurre nel nostro ordinamento la figura dell’assistente sessuale per disabili per garantire il diritto, che la Corte costituzionale ha ritenuto essere fondamentale, dell’esercizio libero della propria sessualita’”. Spesso una persona disabile “non e’ in condizione di esercitare liberamente la propria sessualita’- sottolinea- per una serie di motivi: fisici ad esempio, basti pensare a una persona paraplegica che non riesce a masturbarsi. O per motivi psichici o semplicemente emotivi, ci puo’ essere il disagio che una persona con una disabilita’ fisica grave puo’ provare nel cercare un approccio fisico con un’altra persona”. Le famiglie sono costrette a rispondere a queste esigenze, che per un adolescente “possono diventare non comprimibili, facendo da se’, andando a cercare una prostituta o cercando in un sito di annunci per dare sfogo a un desiderio”. Il ddl depositato a Palazzo Madama “si propone di individuare una figura nuova che non e’ assimilabile alla figura di un prostituto o di una prostituta”, pero’ serve “una modifica alla nostra legislazione che renda possibile questa figura”. Il senatore Pd, infatti, spiega che “negli altri paesi europei non e’ necessaria una legge quindi e’ possibile organizzarsi autonomamente, noi invece abbiamo una legislazione che considera reato il favoreggiamento della prostituzione, quindi una figura del genere va normata”. In sostanza la proposta dice questo: Il ministero della Salute emani delle linee guida che consentano alle regioni di attivare dei corsi di formazione specifici per formare delle persone e quindi rendere disponibili degli albi di persone formate e accreditate dalle regioni a cui le famiglie possano rivolgersi. Si tratta- osserva Lo Giudice parlando con la Dire- “di acquisire una serie di competenze socio sanitarie e psicologiche e di conoscenza della condizione delle persone disabili”. Qual e’ il ruolo di queste persone? “Dipende dalla persona che hai di fronte. L’obiettivo sarebbe contribuire al superamento delle difficolta’ a vivere in maniera esplicita la propria sessualita’ e quindi rendere autonomi ed accettarsi. Ma non e’ possibile per tutti, un disabile grave immobilizzato in carrozzina ha semplicemente bisogno di qualcuno che gli stia vicino”, conclude. (Lum/ Dire) 15:20 20-11-17 NNNN

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