“La notizia della villa negata a Bologna a una coppia lesbica che voleva festeggiarvi la propria unione è il segno delle prime reazioni scomposte di fronte al nuovo istituto. Nessuno pensi che queste manifestazioni di omofobia e di boicottaggio delle unioni civili rimarranno in silenzio”. Così il senatore PD Sergio Lo Giudice commenta la notizia resa nota oggi dal sito GayPost.it www.gaypost.it/matrimonio-due-donne-bologna-negata-la-location/ – di uno spazio di feste per matrimoni negato a Bologna a una coppia di lesbiche che vi voleva festeggiare in autunno la propria unione civile.

“Com’è già successo altrove – spiega Lo Giudice – dall’Europa agli Stati Uniti, l’ampliamento dei diritti di gay e lesbiche fa scattare anche un incremento di reazioni omofobiche. Ma sia chiaro che di fronte all’azione di contrasto di diritti acquisiti e di violazione del principio di non discriminazione saranno i tribunali a decidere e sanzionare. Il tempo delle vessazioni gratuite e dei timori a denunciare soprusi è finito”.

“Bologna dovrà essere un modello per l’attuazione delle prossime celebrazioni delle Unioni civili – aggiungono Roberta Li Calzi e Saverio Bui, candidati in consiglio comunale nella lista PD -. Dalle modalità di celebrazione delle cerimonie in Comune al modo in cui i diritti delle nuove famiglie saranno rispettati nello spazio cittadino, vigileremo sul rispetto di una concreta parità di trattamento delle coppie dello stesso sesso, com’è nella tradizione di Bologna che della pluralità ha sempre fatto una ricchezza”.

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