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Dal 28 ottobre al 2 novembre Bologna accoglie la sesta edizione di “Gender Bender”, festival d’arte internazionale, dedicato alle identita’ di genere e agli orientamenti sessuali, presentato questa mattina a Palazzo D’Accursio. E i rappresentanti delle Istituzioni che hanno contribuito all’evento mettono subito le mani avanti. “E’ gia’ una notizia che per ora nessuno abbia avanzato richiesta di interrogazione”, dice Simona Lembi, assessora alla Cultura della Provincia di Bologna. “Nei film e nelle opere di danza e teatro, in programma per Gender Bender, non c’e’ nulla di pornografico.

Anzi, stiamo discutendo con Provincia e Comune per dare piu’ soldi a questa rassegna”, aggiunge Alberto Ronchi, assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna.

L’edizione di Gender Bender 2008 verte sul tema “Il maschio del futuro”. “Il processo di definizione dell’identita’ femminile e’ stato lungo e laborioso- commenta Lembi- ma non si puo’ dire la stessa cosa per il genere maschile. Nella nostra cultura sono molto pochi i tentativi di raccontare gli uomini con un immaginario che non sia quello di 50 anni fa”. A raccontare il “maschio di domani” saranno le opere in programma, come lo spettacolo di danza contemporanea “13” coreografato da Beth Cassani, in scena al Teatro San Martino di via Oberdan il 31 ottobre e il 1 novembre, o i corpi espansi oltre i dettami dell’estetica del fitness, dipinti dall’artista finlandese Jukka Korkeilla, esposti nel locale “Le Stanze”, dal 29 ottobre. Ma Gender Bender parla anche di identita’ raggiunte dolorosamente.

Il documentario “Be like others”, che verra’ proiettato il 2 novembre alle 18.30 al cinema Lumie’re, mostra le contraddizioni della legge iraniana, che punisce con la morte l’omosessualita’, ma accetta e impone il cambio chirurgico del sesso, in nome di un “necessario ordine” tra maschile e femminile. “La maggioranza degli eventi e’ a ingresso gratuito”, specifica a fine presentazione il direttore artistico di Gender Bender, Daniele del Pozzo. (DIRE)

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