L'ITALIA VA AL VOTO

Care e cari,
il dibattito di questi giorni è monopolizzato dal referendum costituzionale del 4 dicembre. Non potrebbe che essere così data l'importanza e la complessità della posta in gioco e quindi partiamo da qui, anche se non voglio mancare di toccare altre questioni pure assai importanti.
ReteDem, l'area di minoranza del Pd di cui sono portavoce nazionale, ha pubblicato nel luglio scorso la sua posizione sulla riforma, un sì critico ( su alcuni punti di merito e sulle modalità di conduzione della campagna referendaria) accompagnato dalla richiesta di garanzie sulle nuove leggi elettorali della Camera e del Senato.
Per questo motivo abbiamo accettato la proposta avanzata da Matteo Renzi di un comitato PD di confronto sulle leggi elettorali, a cui ha partecipato anche Gianni Cuperlo a nome delle tre aree di sinistra del partito. Abbiamo così accolto come una novità positiva il documento proposto da quel comitato e gli impegni lì contenuti: l'elezione diretta dei nuovi senatori in occasione del rinnovo dei consigli regionali, come previsto dal disegno di legge Fornaro che io stesso avevo firmato; una modifica dell'Italicum che affronti  alcuni punti critici come il premio alla lista o alla coalizione; il superamento del ballottaggio;  un sistema dei collegi elettorali adatti a garantire il rapporto di fiducia fra eletti ed elettori.
Nei giorni scorsi ho partecipato a diversi incontri, rifuggendo quelli muscolari e preferendo il confronto nel merito fra le ragioni del si è quelle del no. Comunque vada il 4 dicembre, dal 5 il mondo andrà avanti lo  stesso e sarà bene evitare che i toni aspri di oggi danneggino la possibilità di ricostruire un dialogo domani.

FOTO. Con Armando Spataro e Marilena Adamo a Milano all’incontro di ReteDem “Referendum costituzionale. Si o no? Parliamone”

 

IL COGNOME DELLA MADRE

"Retaggio di una concezione patriarcale della famiglia e di una tramontata potestà maritale, non più coerente con i principi dell'ordinamento e con il valore costituzionale dell'uguaglianza tra uomo e donna". Così già nel 2006 la Corte costituzionale aveva definito l'attribuzione automatica del cognome paterno ai figli. Nei giorni scorsi una nuova sentenza della Consulta ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'impossibilità di trasmettere il cognome materno.  Mi auguro che questo acceleri l'approvazione del disegno di legge 1628  di cui sono relatore in Senato, su cui è ripartita la discussione dopo due anni di stasi, che consentirà ai genitori di scegliere liberamente se trasmettere uno dei due cognomi o entrambi.

 

UNONI CIVILI

La nuova legge 76 sulle unioni civili ha smesso di essere un tema da aule parlamentari e si è calata nella vita reale delle persone. Tante coppie si sono unite, tante storie sono state raccontate  e tante attese sono state finalmente soddisfatte, come quella di Franco e Gianni, 160 anni in  due, che si sono potuti unire dopo 52 anni di convivenza ignorata dalle leggi dello Stato.
Certo, non mancano le resistenze: nei giorni scorsi ho denunciato, insieme a Monica Cirinnà, gli ostacoli posti dal sindaco di S. Giovanni in Persiceto alle celebrazioni delle unici civili.
C'era un ultimo passaggio parlamentare ed é stato  fatto: le commissioni Giustizia di Camera e Senato hanno dato il loro parere positivo ai decreti attuativi del Governo che finalmente potranno entrare in vigore in maniera definitiva e fugare gli ultimi dubbi interpretativi sull'applicazione della legge.
Intanto anche la giurisprudenza si muove e dalla Corte di Cassazione è arrivata una nuova sentenza positiva sul riconoscimento delle adozioni da parte delle famiglie omogenitoriali.

FOTO: Con Franco e Gianni, uniti dopo 50 anni, in Senato nel giorno del voto sui pareri ai decreti sulle Unioni civili

 

DAL PALAZZO

Il Ministero della Giustizia ha risposto alle mie interrogazioni sui rimborsi ai Comuni, fra cui quello di Bologna (che reclama un arretrato di 40 milioni di €) per le spese  degli uffici giudiziari. Il Governo ha annunciato che la manovra finanziaria 2017/2019 prevederà 300 milioni di euro per ripianare il debito con i Comuni.

Il Ministro Andrea Orlando ha anche risposto per iscritto a due mie interrogazioni sul tema dei precari della giustizia annunciando la proroga dei tirocini formativi nella prossima Legge di Bilancio.

In seguito alla notizia di un intervento su un neonato con caratteristiche intersex a Palermo, ho depositato con altri senatori un'interrogazione al Governo che chiede di vigilare sul fenomeno di interventi chirurgici troppo precoci e spesso immotivati.

Ho sottoscritto un disegno di legge a prima firma Fornaro che propone una legge elettorale per la Camera basata sul sistema dei collegi uninominali, aggiornando il modello del Mattarellum in vigore negli anni '90, un ddl a prima firma Amati sul diritto al voto per gli studenti italiani all’estero e uno proposto da
Doris Lo Moro in materia di demolizioni a seguito di procedimento penale.

Ho anche sottoscritto una mozione presentata da Valeria Fedeli contro il fenomeno delle spose bambine  e un'interrogazione di Donatella Albano sulle pubblicità del gioco d’azzardo.

Fra i provvedimenti approvati nelle scorse settimane in Senato voglio segnalare la legge 199 sul contrasto al fenomeno del caporalato in agricoltura, un provvedimento che aiuterà a combattere lo sfruttamento e il lavoro nero nelle campagne.
Abbiamo anche approvato il decreto legge sugli interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto e l'accordo di Parigi sul clima.

Ho aderito all’appello al Governo di Emma Bonino e Radicali Italiani per una riforma delle leggi-cornice sui referendum che consentano la firma elettronica delle proposte, la fine dell’obbligo di consegna dei certificati  elettorali e l’ampliamento delle figure autorizzate ad autenticare le firme. PS. Il Corriere di Bologna ha fatto il punto sulle presenze in aula dei parlamentari bolognesi. Sono il secondo più assiduo (dopo Marilena Fabbri alla Camera), primo fra i senatori (così, giusto  per saperlo 😉).

 

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