Qualcosa di laico

05 mag 09 Categorie: Report 2004-2009, Varie

teodem
Per me democrazia significa giustizia sociale, solidarietà e libertà di costruire la propria vita secondo i propri principi. Per questo sono convinto che la laicità sia la cornice necessaria di una città vissuta come casa comune dai credenti nelle diverse religioni e dai non credenti.
Da non credente, non penso che l’identità religiosa di una persona possa essere confinata fra le mura di casa. Altra cosa, però, è pretendere di imporre agli altri, attraverso le leve dell’amministrazione o della decisione politica, comportamenti o stili di vita e di vietarne altri solo perché non conformi alle categorie morali o a principi dottrinali della propria religione.

Purtroppo molti credenti impegnati in politica (fra questi anche i cosiddetti teodem) pretendono che la loro obbedienza ad una chiesa debba travalicare la loro fedeltà alla Costituzione e il rispetto dell’autonomia degli altri cittadini.  Per fortuna esistono tanti altri credenti (ne conosco tanti nel PD) che vivono con laicità il loro impegno politico e sanno che amministrare significa rendere più facile alle persone progettare la propria vita secondo i propri principi e non di costringerle dentro percorsi imposti.

Sono impegnato per la parità dei diritti delle coppie di fatto, anche omosessuali, parità che a Bologna è pienamente rispettata, dall’accesso alle graduatorie ERP, ai prestiti  per giovani coppie. Più volte sono intervenuto in aula a difesa della libertà di espressione di fronte a tentativi di censura di produzioni artistiche da parte politica o religiosa. Nel 2008, su mia proposta, è nato un Servizio contro le discriminazioni Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) presso l’Ufficio politiche per le Differenze.

Mi sono speso per la buona manutenzione della sala del Pantheon alla Certosa, affinché i funerali civili abbiano la stessa dignità di quelli religiosi. Per valorizzare la cerimonia di matrimonio civile (a Bologna sono il 66% del totale) ho fatto attivare la trasmissione via Internet dei matrimoni celebrati in Sala Rossa.

Così come penso che le  persone abbiano il diritto di manifestare il proprio punto di vista religioso nella dimensione pubblica, sono convinto che le istituzioni e gli spazi pubblici (aule scolastiche, uffici comunali, aule di tribunale) non debbano contenere simboli religiosi, che inevitabilmente ledono il senso di appartenenza alle istituzioni che ogni cittadino deve avere al di là del proprio credo religioso.

Penso che la scuola pubblica laica sia una palestra di democrazia. Sono per un sistema di scuole pubbliche che copra l’intera richiesta e la possibilità per chi lo voglia di frequentare scuole private senza oneri per lo Stato.  So che per le scuole d’infanzia questo obiettivo non è dietro l’angolo, nonostante a Bologna quelle comunali coprano il 61% del totale. Bologna ha fatto alcuni passi in una direzione che condivido: l’abolizione del buono scuola e una modifica della convenzione con le scuole d’infanzia paritarie che rafforza gli incentivi per la trasparenza e per la riduzione delle tariffe. Bisogna andare avanti nella costruzione di nuovi posti ( fra il 2004  e il 2009 Bologna ha investito 50 milioni di euro in edilizia scolastica) per coprire tutta la domanda con l’intera offerta pubblica, magari anche rivedendo la ripartizione degli oneri di urbanizzazione. Intanto, le convenzioni devono garantire standard elevati e atteggiamenti non discriminatori.

Intervenendo in Consiglio sul caso Englaro ho letto il mio testamento biologico ed ho proposto un Registro pubblico delle dichiarazioni anticipate di trattamento, indicando il livello provinciale (quello della dichiarazione di donazione degli organi) come il più idoneo.  L’Assessore provinciale alla Salute ha raccolto la proposta e ne ha investito la Conferenza territoriale socio sanitaria che ha attivato un gruppo di studio per verificarne la fattibilità. Se sarò rieletto lavorerò perché la proposta diventi operativa.

Per la scuola e le famiglie

04 mag 09 Categorie: Consiglio comunale, Report 2004-2009, Scuola

manif-scuola-03

Sono un insegnante, e per me la scuola è un aspetto della mia vita. Come ha scritto una volta Domenico Starnone, “sono salito su questa giostra a cinque anni e non ci sono più sceso”.
A scuola mi occupo di prevenzione del disagio e contrasto al bullismo, specie contro gli adolescenti omosessuali, così ho fatto in modo che anche il Consiglio comunale se ne occupasse promuovendo, per esempio, l’udienza conoscitiva di presentazione del progetto europeo “Schoolmates”.
Ho seguito e condiviso l’attenzione che l’amministrazione comunale ha dato al tema della scuola: 529 posti nido in più dal 2004, col 40% di copertura ( media nazionale 10%; media UE 33%); 103% di copertura della domanda nelle scuole d’infanzia, con il dato unico del 61% di scuole comunali; 50 milioni di euro investiti nel mandato nell’edilizia scolastica.

Ho partecipato – dentro e fuori il Consiglio – alle proteste anti Gelmini. In particolare ho fatto approvare un ordine del giorno di solidarietà a genitori e insegnanti in lotta contro i tagli alle scuole primarie  odg-2008-188-lo-giudice-intimidazioni-contro-la-scuola ed uno contro la proposta della Lega di classi ponte differenziate per bambini stranieri. odg-2008-198-lo-giudice-classi-ponte

Ho partecipato alla costruzione dell’atto di indirizzo sulle famiglie, intervenendo affinché non ci fosse alcuna discriminazione contro le coppie di fatto ma, contemporaneamente, sostenendo le politiche dell’amministrazione comunale nei confronti delle famiglie e della genitorialità.  odg-2008-009-natali-lo-giudice-famiglie
A me le famiglie piacciono, ed anche il matrimonio, tanto che vorrei sposarmi, ma non posso perché una legge ingiusta vieta alle copie dello steso sesso ogni riconoscimento giuridico. Intanto aspetto di raggiungere quell’obiettivo celebrando io stesso matrimoni civili. A questo proposito sono fiero che sia andata in porto una mia proposta: la ripresa tramite web-cam, su richiesta,  dei matrimoni celebrati nella Sala Rossa del Comune e la trasmissione, in diretta su Internet. odg-2007-149-lo-giudice-matrimoni-on-line
È  un modo per permettere a parenti ed amici lontani di partecipare, ed anche di dare un po’ più di lustro ai matrimoni civili ( che a Bologna hanno superato i due terzi del totale). www.comune.bologna.it/matrimoni/index.php

SCUOLA BOLOGNA. CONSIGLIO COMUNALE SI SCHIERA CON PROTESTE

06 ott 08 Categorie: Consiglio comunale, Partito Democratico, Scuola

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(DIRE) Bologna, 6 ott. - Nuova presa di posizione del Comune di Bologna in favore delle proteste contro il decreto Gelmini. Dopo la Giunta di Palazzo D’Accursio, per bocca dell’assessore alla Scuola, Milli Virgilio, anche il Consiglio comunale si dichiara solidale con maestre e genitori in lotta nei confronti del ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini. Ed e’ scontro a Palazzo D’Accursio tra la maggioranza di centrosinistra e l’opposizione, che sostiene invece l’operato del deputato bolognese di Forza Italia, Fabio Garagnani, in difesa del decreto legge di riforma della scuola.

Il consigliere comunale del Pd, Sergio Lo Giudice, ha presentato nella seduta di oggi un Ordine del giorno (poi approvato con 18 voti a favore e due contrari) che esprime appunto solidarietà a genitori e docenti e “rifiuta ogni tentativo di spostare la dialettica politica dal terreno del confronto fra posizioni anche radicalmente diverse a quello dell’intimidazione e della provocazione politica”. Il Pd e l’Altra Sinistra (di nuovo uniti, grazie all’opposizione contro il Governo Berlusconi) si scagliano infatti soprattutto contro Garagnani, che venerdì scorso ha contestato sul posto la manifestazione contro il ministro in piazza Malpighi. Il dibattito e’ infuocato, in apertura di Consiglio comunale. “Se chi ricopre responsabilità’ politica, come un parlamentare, va alla manifestazione per cercare il casus belli- attacca Lo Giudice- c’e’ qualcosa che non va. Spostare il confronto dal terreno del confronto politico alle aule di tribunale (Garagnani ha denunciato alla Procura i protagonisti delle occupazioni nelle scuole bolognesi, ndr), significa assistere a un imbarbarimento politico”. Lo Giudice accusa Garagnani di avere dimostrato, con il suo intervento alla manifestazione di venerdì, “un evidente intento di provocazione politica, nel giorno in cui la Procura ha archiviato l’illegittimità delle occupazioni e Garagnani ha annunciato invece un nuovo ricorso”.

Il centrodestra reagisce e attacca per la presenza dei bambini alla manifestazione, giudicato dall’azzurro Lorenzo Tomassini un “pessimo spettacolo”, in particolare vedere i piccoli alunni “con cartelli al collo più grandi di loro”. Ma gli interventi contro Garagnani si moltiplicano e contro il deputato azzurro si scaglia anche Valerio Monteventi, indipendente del Prc, che cavalca il sarcasmo: “Garagnani, alla sera quando va a dormire, conta gli insulti che ha ricevuto. Più ne prende e più va a letto contento”. Il capogruppo di Rifondazione, Roberto Sconciaforni, difende poi i manifestanti, paragonandoli a una “ventata di aria fresca” e a un “raggio di sole, contro questa Banda Bassotti che e’ il Governo”. Garagnani e i suoi, invece, sono “uno sparuto gruppetto di neo-inquisitori- insiste Sconciaforni- che rappresentano una farsa”. Giovanni Mazzanti (Pd) parla di “movimento spontaneo di cittadini di tutte le sensibilità politiche” e si augura che “la mobilitazione forte di questa città” contro la riforma della scuola “si allarghi in modo più capillare”, mentre la collega democratica Maurizia Migliori allarga lo sguardo a livello nazionale. “Non aver accolto da parte del Governo gli emendamenti dell’Anci - sostiene- che fugavano i dubbi sul tempo pieno, ha generato confusione”. Sulle questioni locali, invece, aggiunge: “Se si coinvolgono la magistratura e le forze dell’ordine, si va nella direzione sbagliata. Non sono questi i metodi, e’ difficile dialogare in questo modo”. Il centrodestra, però, non sta a guardare. Il capogruppo di Forza Italia, Daniele Carella, ritiene “giusto chiedere l’intervento della magistratura”, essendo “azioni illegittime” le occupazioni nelle scuole. Tomassini difende invece il decreto Gelmini e il maestro unico, imputando al centrosinistra di aver utilizzato la scuola “come luogo per risolvere la sottoccupazione del comparto”, moltiplicando le cattedre. E il vicepresidente del Consiglio comunale, Paolo Foschini (Fi), incalza: “La riforma fa bene alla scuola e alle famiglie. Ma non si capisce perché chi protesta e’ giustificato, mentre chi manifesta a favore del Governo non ha cittadinanza”. 20081006odg_inasprimento_confronto_politico.doc

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