Omosessualità in India. A quando la depenalizzazione?

03 feb 09 Categorie: Gay, Mondo, Varie

Sul suo blog, Maurizio Cecconi ha postato un documento molto interessante: una sua intervista a Vikram Doctor sul reato di omosessualità in India e sul movimento per la sua abolizione. Da leggere. http://www.puta.it/blog/2009/02/02/queer/abolizione-del-reato-di-omosessualita-in-india-art-377-a-che-punto-siamo-ne-parliamo-con-vikram-doctor

Bologna: per la depenalizzazione dell’omosessualità

04 dic 08 Categorie: Consiglio comunale, Gay, Mondo, Partito Democratico



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Martedì  9 dicembre il Consiglio comunale di Bologna discuterà  il mio ordine del giorno di sostegno alla proposta di depenalizzazione universale dell’omosessualità presso l’Onu. Ecco il testo:

 IL CONSIGLIO COMUNALE DI BOLOGNA

PREMESSO CHE

 Ottantasei paesi nel mondo hanno leggi che puniscono gli atti sessuali con persone del proprio sesso. In particolare, in Mauritania, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Yemen, Sudan, Iran e Nigeria la pena prevista è la morte. In India, Pakistan, Birmania, Guyana, Sierra Leone, Uganda, Tanzania, Bangladesh e Barbados, gli atti omosessuali sono puniti con l’ergastolo.

Un recente esempio di questa situazione di forte violazione dei diritti umani fondamentali proviene dall’Iran, dove il 19 luglio 2005 Mahmoud Asgari e Ayaz Marhoni, di 16 e 18 anni, sono stati pubblicamente impiccati nella piazza Edalat a Mashhad, in Iran, con l’accusa di aver consumato un rapporto omosessuale consensuale, e il 28 gennaio 2008 altri due giovani, Hamzeh Chavi e Longman Hamzehpour, di 18 e 19 anni, sono stati arrestati per lo stesso motivo e rischiano la stessa sorte.

Il governo francese, presidente di turno dell’Unione Europea, ha presentato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, attraverso il Sottosegretario per i diritti umani Rama Yade, una proposta per la depenalizzazione universale dell’omosessualità che chiede agli Stati del mondo una moratoria delle pene;

La proposta è stata sottoscritta dai ventisette componenti dell’Unione Europea, compresa l’Italia;

TENUTO CONTO CHE

L’articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”;

La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea del 2000 all’articolo 1 recita: “La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata”. E all’articolo 21 ribadisce: “E’ vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali”;

Il 17 maggio del 1991 l‘Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato l’omosessualità una “variante naturale del comportamento umano”;

SOSTIENE

l’iniziativa dell’Italia di aderire alla proposta di depenalizzazione universale dell’omosessualità presso l’Onu, presentata dalla presidenza di turno francese dell’Unione Europea, e accolta da tutti gli altri Paesi dell’Unione Europea.

 

Sergio Lo Giudice

 

Il Vaticano e la strage dei sodomiti

01 dic 08 Categorie: Gay, Mondo, Varie


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Il Vaticano si oppone alla depenalizzazione dell’omosessualità chiesta dal governo francese ed altri  27 governi (fra cui quello italiano) all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Ho scritto un pezzo su questa sconcertante vicenda per Aprile on line  www.aprileonline.info/notizia.php?id=10133

Vaticano, ovvero cristiana disumanità

Un governo di destra come quello francese di Sarkozy ha preso l’iniziativa di avanzare all’Onu una proposta per la depenalizzazione universale dell’omosessualità. La Santa Sede la boccia per ragioni politiche, non paga di una storia costellata da roghi e persecuzioni di “sodomiti” che continua anche oggi in tantissimi paesi del mondo, dall’Iran alla Mauritania

In Iran sono impiccati sulla pubblica piazza. È questa, con ogni probabilità, la sorte che toccherà ad Hamzeh Chavi e Loghman Hamzehpour, 18 e 19 anni, arrestati il 28 gennaio con l’accusa di “lavat”, sodomia. Lo scorso anno le foto di due loro coetanei appesi per il collo perché gay hanno fatto il giro del mondo.  In Mauritania, due uomini adulti che commettano sodomia sono uccisi tramite lapidazione, come recita l’art. 308 del Codice penale del 1984.  In Nigeria un omosessuale può cavarsela con quattordici anni di prigione, ma non se vive in uno dei 14 Stati del nord in cui è in vigore la legge islamica, che prevede la morte per lapidazione, come anche in Arabia Saudita, Yemen, Emirati Arabi Uniti, Sudan. In altri 79 Stati l’omosessualità è illegale e comporta lunghe carcerazioni o addirittura l’ergastolo. In altri 7 paesi un gay rischia l’arresto anche in assenza di una legge specifica, com’è accaduto varie volte negli ultimi anni in Egitto.

Di fronte a tale orrore, un governo di destra come quello francese aveva preso l’iniziativa ed annunciato una proposta per la depenalizzazione universale dell’omosessualità. Nei giorni scorsi la ministra francese per i Diritti Umani, Rama Yade, ha formalizzato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite la richiesta, che aveva registrato anche il consenso del ministro italiano alle Pari Opportunità Mara Carfagna (”sono pronta a sollecitare il nostro ambasciatore italiano presso le Nazioni Unite perché si faccia portavoce della richiesta di depenalizzazione universale dell’omosessualità” aveva dichiarato in giugno).

Arriva quindi come una doccia fredda la presa di posizione di monsignor Celestino Migliore, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, che ha annunciato l’opposizione vaticana alla proposta francese. Non pago di una storia costellata da persecuzioni e roghi contro i “sodomiti” (a cui nessun papa ha mai chiesto scusa) il Vaticano continua a perorare la criminalizzazione dei comportamenti omosessuali. Perché?

Sospendendo ogni argomentazione sulla sessuofobia di una casta celibe che basa il suo ruolo sulla negazione della propria sessualità (spesso della propria omosessualità), c’è una motivazione più ottusamente politica dietro queste posizioni. Le dichiarazioni di oggi riprendono, ad un livello di crudeltà inaudito, la teoria del piano inclinato che è il leit motiv di Oltretevere quando si parla di diritti di gay e lesbiche: se si riconosce un qualche minimo diritto a gay e lesbiche, si finirà inesorabilmente per delegittimare chi non sia disposto a riconoscere la piena dignità alle persone omosessuali e alle loro unioni. Se l’argomento, applicato alle richieste nostrane di una legge contro l’omofobia, poteva sembrare poco misericordioso, appare davvero disumano se riferito al fenomeno tanto brutale quanto esteso dell’uccisione o della carcerazione di uomini e donne solo perché amano una persona dello stesso sesso. A questo punto il Vaticano, com’è accaduto in casi analoghi, cercherà di fare asse con i paesi islamici per bloccare l’iniziativa francese: sarà interessante vedere quanto queste posizioni peseranno sul comportamento dell’Italia. Rimane l’amara consapevolezza che un giorno il Vaticano sarà costretto a giustificare imbarazzato questi atti, come accade in questi mesi di fronte al silenzio di Pio XII di fronte al genocidio degli ebrei.

 

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