PD: OBIETTIVO, LA LIBERTÀ DI OGNUNO
Il mio intervento al Congresso del Pd di Bologna che oggi ha eletto segretario Raffaele Donini. Io gli darò una mano in segreteria come responsabile del programma e dei forum tematici. (continua…)
Il mio intervento al Congresso del Pd di Bologna che oggi ha eletto segretario Raffaele Donini. Io gli darò una mano in segreteria come responsabile del programma e dei forum tematici. (continua…)
“Si leggono frequentemente sulla stampa dichiarazioni rese da personale della scuola, con le quali si esprimono posizioni critiche, con toni talvolta esasperati e denigratori dell’immagine dell’Amministrazione di cui lo stesso personale fa parte. (…) Esistono specifiche disposizioni normative e contrattuali, che impongono ai dipendenti pubblici in generale, ed al personale del comparto scuola in particolare, di astenersi da dichiarazioni o enunciazioni che in qualche modo possono ledere l’immagine dell’Amministrazione pubblica e di rapportarsi con i loro superiori gerarchici nella gestione delle relazioni con la stampa”.
Queste le chicche contenute nella circolare “riservata ” inviata ai dirigenti scolastici dell’Emilia Romagna dal direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale dott. Marcello Limina.
INCONTRO NAZIONALE DELLA RETE PER I DIRITTI LGBT NEL PD
Bologna, 16 maggio 2010 , ore 10.30 - via Rivani 35
Oíd, mortales, el grito sagrado:
“¡libertad, libertad, libertad!”
Oíd el ruido de rotas cadenas,
ved en trono a la noble igualdad.
(Himno Nacional Argentino) (continua…)

Per me democrazia significa giustizia sociale, solidarietà e libertà di costruire la propria vita secondo i propri principi. Per questo sono convinto che la laicità sia la cornice necessaria di una città vissuta come casa comune dai credenti nelle diverse religioni e dai non credenti.
Da non credente, non penso che l’identità religiosa di una persona possa essere confinata fra le mura di casa. Altra cosa, però, è pretendere di imporre agli altri, attraverso le leve dell’amministrazione o della decisione politica, comportamenti o stili di vita e di vietarne altri solo perché non conformi alle categorie morali o a principi dottrinali della propria religione.
Purtroppo molti credenti impegnati in politica (fra questi anche i cosiddetti teodem) pretendono che la loro obbedienza ad una chiesa debba travalicare la loro fedeltà alla Costituzione e il rispetto dell’autonomia degli altri cittadini. Per fortuna esistono tanti altri credenti (ne conosco tanti nel PD) che vivono con laicità il loro impegno politico e sanno che amministrare significa rendere più facile alle persone progettare la propria vita secondo i propri principi e non di costringerle dentro percorsi imposti.
Sono impegnato per la parità dei diritti delle coppie di fatto, anche omosessuali, parità che a Bologna è pienamente rispettata, dall’accesso alle graduatorie ERP, ai prestiti per giovani coppie. Più volte sono intervenuto in aula a difesa della libertà di espressione di fronte a tentativi di censura di produzioni artistiche da parte politica o religiosa. Nel 2008, su mia proposta, è nato un Servizio contro le discriminazioni Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) presso l’Ufficio politiche per le Differenze.
Mi sono speso per la buona manutenzione della sala del Pantheon alla Certosa, affinché i funerali civili abbiano la stessa dignità di quelli religiosi. Per valorizzare la cerimonia di matrimonio civile (a Bologna sono il 66% del totale) ho fatto attivare la trasmissione via Internet dei matrimoni celebrati in Sala Rossa.
Così come penso che le persone abbiano il diritto di manifestare il proprio punto di vista religioso nella dimensione pubblica, sono convinto che le istituzioni e gli spazi pubblici (aule scolastiche, uffici comunali, aule di tribunale) non debbano contenere simboli religiosi, che inevitabilmente ledono il senso di appartenenza alle istituzioni che ogni cittadino deve avere al di là del proprio credo religioso.
Penso che la scuola pubblica laica sia una palestra di democrazia. Sono per un sistema di scuole pubbliche che copra l’intera richiesta e la possibilità per chi lo voglia di frequentare scuole private senza oneri per lo Stato. So che per le scuole d’infanzia questo obiettivo non è dietro l’angolo, nonostante a Bologna quelle comunali coprano il 61% del totale. Bologna ha fatto alcuni passi in una direzione che condivido: l’abolizione del buono scuola e una modifica della convenzione con le scuole d’infanzia paritarie che rafforza gli incentivi per la trasparenza e per la riduzione delle tariffe. Bisogna andare avanti nella costruzione di nuovi posti ( fra il 2004 e il 2009 Bologna ha investito 50 milioni di euro in edilizia scolastica) per coprire tutta la domanda con l’intera offerta pubblica, magari anche rivedendo la ripartizione degli oneri di urbanizzazione. Intanto, le convenzioni devono garantire standard elevati e atteggiamenti non discriminatori.
Intervenendo in Consiglio sul caso Englaro ho letto il mio testamento biologico ed ho proposto un Registro pubblico delle dichiarazioni anticipate di trattamento, indicando il livello provinciale (quello della dichiarazione di donazione degli organi) come il più idoneo. L’Assessore provinciale alla Salute ha raccolto la proposta e ne ha investito la Conferenza territoriale socio sanitaria che ha attivato un gruppo di studio per verificarne la fattibilità. Se sarò rieletto lavorerò perché la proposta diventi operativa.
Il 6 e 7 giugno,insieme alle Europee, si terranno le elezioni amministrative a Bologna. Io sarò candidato per il Consiglio comunale nella lista del Partito Democratico. Fra qualche giorno su questo sito sarà attiva una sezione sulla mia attività in Consiglio nel periodo 2004-2009. Intanto vorrei dire due parole su chi sono e perché mi candido.
Ho 48 anni, sono laureato in filosofia e insegno al Liceo Copernico. Da sempre dedico una parte del mio tempo all’impegno sociale, prima nell’ARCI e poi in Arcigay, di cui sono stato presidente nazionale fino al 2007. (continua…)
Uno dei risultati di cui sono stato più soddisfatto è stata la nascita del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, da me proposto già dall’opposizione e realizzato nel 2005 con l’elezione di Desi Bruno a quella carica. È stato un percorso difficile ma molto intrigante, non solo perché il tema dei diritti negati è quello che più mi coinvolge, ma anche perché ho conosciuto tante persone, volontari, operatori, donne e uomini delle istituzioni che con la stessa passione mi hanno accompagnato.
Attraverso la figura del Garante siamo riusciti ad entrare nel CPT di via Mattei (dove ho anche celebrato un matrimonio) e, nonostante la pessima legge sull’immigrazione renda quel posto un carcere senza titolo, è stato possibile intervenire in una logica di riduzione del danno (corsi di italiano, mediatori culturali, supporto legale) che ha reso e rende la permanenza in quel luogo più sopportabile.
Anche riguardo al carcere della Dozza siamo riusciti ad ottenere alcuni risultati, nonostante il permanere di uno stato di precarietà dovuto alla frequente sostituzione dei dirigenti della casa circondariale.
Il consiglio comunale ha anche approvato alcuni miei ordini del giorno sui diritti delle persone sottoposte a restrizioni di libertà, come la richiesta al Parlamento di non abolire i Centri di Servizio Sociale per adulti per non ostacolare i percorsi di reinserimento sociale odg-2005-066-lo-giudice-carcere-cssa o l’atto di indirizzo sulle relazioni fra persone detenute e territorio, in cui fra l’altro il Consiglio ha chiesto al governo di chiudere i CPT e superare la situazione emergenziale delle carceri odg-2006-039-lo-giudice-carcere-territorio .
Il 3 dicembre 2007 insieme alla Garante abbiamo promosso e organizzato un Consiglio comunale dentro il carcere della Dozza a cui hanno potuto partecipare e prendere la parola anche i detenuti. A conclusione di quel Consiglio, ho presentato un ordine del giorno contenente gli indirizzi alla Giunta per affrontare le maggiori criticità e un invito al Sindaco ad emanare un’ordinanza che imponesse all’amministrazione penitenziaria il ripristino di accettabili condizioni igienico sanitarie. odg-2007-260-lo-giudice-carcere-dozza. Il sindaco Cofferati nei giorni successivi all’approvazione dell’O.d.G. ha effettivamente emanato l’ordinanza, con qualche effetto positivo concreto nei mesi seguenti.
Accanto alla casa circondariale e al CEI ( ex CPT) la terza struttura di detenzione di Bologna è il carcere minorile di via del Pratello, che si è trovato in una situazione di reale emergenza anche a causa dei tagli economici ministeriali e dei ritardi nel trasferimento dei ragazzi nella nuova ala ristrutturata. A seguito di una udienza conoscitiva sul tema e di una mia visita alla struttura, nel gennaio 2009 il Consiglio ha approvato un mio ordine del giorno contenente le linee di impegno dell’amministrazione e un richiamo al governo per le inadempienze sul tema del trasferimento nella nuova struttura, avvenuta nei mesi successivi odg-2009-042-lo-giudice-carcere-minorile .
Poter vivere liberi, sicuri, in uno spazio accogliente è una necessità fondamentale di donne e uomini. Per questo la richiesta di sicurezza non può essere lasciata cadere come se fosse un tema secondario.
Occorre però avere la consapevolezza che il modo in cui le destre agitano questo tema non solo è sbagliato, ma contribuisce ad aumentare il disagio urbano. Agitare il pericolo dello straniero senza proporre strumenti di integrazione, puntare il dito sull’aumento della criminalità ( che a Bologna nel 2008 è scesa del 24% secondo i dati della Questura) sfruttare la paura della popolazione per comprimere gli spazi di libertà sono ricette che hanno come unico risultato quello di coltivare la paura per sfruttarla come strumento di controllo.
A partire da questi presupposti, in questi cinque anni mi sono occupato di sicurezza, ma cercando di spingere verso la direzione che ritengo efficace: consolidare la coesione sociale, promuovere Bologna come città aperta e accogliente, e difendere da ogni tentativo di limitazione le libertà costituzionali.
Fra le altre cose, ho presentato questi ordini del giorno che sono stati approvati dal Consiglio comunale:
- perché ogni iniziativa politica si svolga nel rispetto della legalità odg-2005-024-lo-giudice-legalita1
- affinché le politiche per la sicurezza si fondino sulle politiche di prevenzione e di sostegno al disagio sociale odg-2005-043-lo-giudice-sicurezza
- per condannare gli atti di violenza politica accaduti in città odg-2006-044-lo-giudice-violenza-nazista
- per promuovere il turismo gastronomico e la professione della sfoglina come elementi importante del rilancio turistico di Bologna odg-2007-148-lo-giudice-sfogline
- contro l’insorgere di forme di neonazismo in città odg-2008-147-lo-giudice-neonazismo
- contro il decreto Maroni sulla sicurezza che obbliga i medici a denunciare i pazienti irregolari odg-2009-063-melega-lo-giudice-decreto-733-sicurezza1
- contro la direttiva Maroni che limita le manifestazioni nei centri urbani lo-giudice-decreto-manifestazioni-230209 e gli altri atti incostituzionali del governo, come il decreto sul testamento biologico o l’istituzione delle ronde odg-2009-0792-lo-giudice-difesa-costituzione
- a difesa del diritto di sciopero odg-2009-080-lo-giudice-diritto-di-sciopero
Lunedì sono intervenuto in Consiglio comunale contro lo stillicidio liberticida del governo in atto in questi mesi. Il Consiglio ha approvato un mio ordine del giorno contro le limitazioni al diritto di sciopero odg-diritto-di-sciopero.doce un altro contro la direttiva Maroni che limita la libertà di manifestare odg-misure-anti-costituzione-28feb09.doc. Ecco il testo del mio intervento in aula su questo secondo punto:
Mi sembra utile ricordare da dove è nato il tema che oggi arriva alla nostra discussione. È nato da un fatto accaduto nella nostra città, dalla preghiera che il 3 gennaio molti manifestanti di fede islamica effettuarono in Piazza Maggiore durante una manifestazione politica, dando così occasione ai fotografi di scattare immagini molto impattanti, che nello stesso giorno i loro colleghi stavano scattando a Piazza Duomo a Milano dove si svolgeva una manifestazione analoga. fronte di un’ondata emotiva nell’opinione pubblica, il Ministro degli Interni Maroni annunciò che sarebbe stato emanato un atto, che poi risultò essere una direttiva ministeriale, per evitare che situazioni di quel genere non si andassero a ripetere. (continua…)