LGBT REPORT 2004 2010

01 mag 11 Categorie: Bologna, Consiglio comunale, Gay, Partito Democratico, Report 2009- 2010

Un breve resoconto delle mie iniziative in Consiglio comunale sul tema dei diritti di lesbiche, gay, bisessuali e trans e delle libertà civili.

I questi anni nel Consiglio comunale di Bologna mi sono attivato per la parità per le coppie di fatto, anche dello stesso sesso, con quelle sposate, che aveva avuto un riconoscimento formale nel ’99 con l’Attestato di Famiglia Affettiva. Oggi le politiche del Comune per le famiglie non fanno differenza in base allo status giuridico né all’orientamento sessuale.

Su mia iniziativa: (continua…)

LA CEDU CONDANNA MOSCA PER I NO AL GAY PRIDE

21 ott 10 Categorie: Gay, Mondo

cosacchi

Integralisti ortodossi presidiano Aleksandrovskij Sad per impedire la manifestazione gay


La Corte Europea per i Diritti Umani di Strasburgo ha condannato  la Russia a una multa per avere vietato lo svolgimento di Gay Pride a  Mosca, violando così un diritto fondamentale. Il governo russo dovrà versare 29.000 euro di danni e spese legali a Nikolaj Alexeyev, il leader gay che da anni tenta invano di organizzare la sfilata nella capitale russa e per questo ha dovuto subire numerosi arresti.

Il 27 maggio 2006 ero presente a Mosca, con una delegazione di Arcigay , per quello che avrebbe dovuto essere il primo Pride russo. In quella occasione Nikolaj fu arrestato per la prima volta, la manifestazione impedita, molti dei partecipanti picchiati. Ecco un mio resoconto di quella giornata apparso su l’Unità qualche giorno dopo. Sperando che sia la descrizione di una prepotenza di Stato che la sentenza di oggi consegna al passato.

l’Unità , 6 giugno 2006

“HO VISTO LA GUERRIGLIA CONTRO LA LIBERTÀ”

Centinaia di fanatici si aggirano per la piazza lanciando slogan contro i “sodomiti”…
di Sergio Lo Giudice
Una pioggia torrenziale. Il cielo di Mosca ha fornito la scenografia più adatta a celebrare la vittoria della violenza sul diritto, in quel pomeriggio del 27 maggio che avrebbe dovuto ospitare il primo Gay Pride della storia russa. Dopo due giorni di tensione per le aggressioni avvenute, ma anche di fiera determinazione, la prima Conferenza Internazionale contro l’Omofobia si era appena conclusa. Davanti alle telecamere di tutto il mondo, il giovane leader gay Nikolaj Alekseiev aveva annunciato la decisione finale: la sfilata sarebbe stata sostituita da una deposizione di fiori alla Tomba del Milite Ignoto, simbolo della lotta contro il nazifascismo posta in Aleksandrovskij Sad, i Giardini Alessandro. Da lì, percorrendo per un breve tratto la centralissima Tverskaya, ci si sarebbe spostati di fronte al palazzo del Comune per un presidio. Io e Renato Sabbadini arriviamo puntuali nel luogo fissato. La polizia è schierata in forze. Un cordone di Omon, gli speciali corpi antisommossa, blocca l’accesso alla Tomba. Centinaia di fanatici si aggirano per la piazza lanciando slogan contro i “sodomiti”. Gruppi di ortodossi integralisti, uomini in abiti tradizionali e lunghe barbe accanto ad anziane beghine, cantano inni religiosi esponendo icone sacre. Nugoli di cameraman riprendono ogni scena. Nikolaj non c’è già più. Al suo arrivo è stato circondato dai giornalisti, aggredito dai fascisti ed arrestato dalla polizia: uno schema che si ripeterà più volte. I gay russi sono pochi, sparsi fra la folla. Gli organizzatori sono stati portati via e i piani sono saltati. Ci ricongiungiamo agli attivisti delle delegazioni straniere. C’è Kurt Krickler, leader gay viennese, che più tardi sarà preso a pugni dai fascisti, l’inglese Robert Wintemute, il francese Pierre Serne ed altri. Insieme decidiamo di risalire la Tverskaya fino al luogo del presidio. I fascisti hanno la stessa idea. Così, sparsi fra i nostri nemici, percorriamo quei mille passi che avrebbero dovuto segnare per la prima volta l’orgoglio gay in terra di Russia e invece perpetuano ancora una volta l’antica piaga del silenzio. Un percorso triste, segnato dall’impotenza. Noi, venuti a portare il sostegno ad una battaglia per i diritti, siamo trasformati in muti osservatori internazionali di una guerriglia contro la libertà. Di fronte al Comune la scena è simile. Fra i canti dei fanatici religiosi e i saluti romani dei fascisti ci portiamo sulla gradinata sotto l’imponente statua di Iuriy Dolgorukii. Se arrivassero un po’ di russi si potrebbero tirare fuori le bandiere arcobaleno, dare vita per qualche minuto ad una dimostrazione. Ma è il pensiero di un istante. Subito arriva sulla scalinata un corteo di nazionalisti guidati da un uomo in doppiopetto gessato. È il deputato di destra Nicolaj Kurianovich, che inizia ad incitare la folla a ripulire la Russia dai “sodomiti”. A farne le spese per prima è la storica attivista lesbica Evgenya Debryanskaya che non fa in tempo a raggiungere la piazza prima di essere aggredita dai fascisti e, secondo copione, arrestata dalla polizia. La pioggia non accenna a smettere. Pierre Serne e il giovane Maxence de Barros vengono intervistati da una tv francese e subito aggrediti. È uno dei momenti più drammatici: loro scappano via, la folla si ricompatta nell’inseguimento. Noi li perdiamo di vista. Solo più tardi sapremo che sono riusciti ad infilarsi in un bar e a cavarsela con qualche livido. L’atmosfera è molto triste, ma un seme è stato gettato. Per quanto pochi, gay e lesbiche in piazza quel giorno ce n’erano. La Stonewall russa ha il nome di Aleksandrovskij Sad.

nikolaj

L’arresto di Nikolaj Alexeyev

PD: OBIETTIVO, LA LIBERTÀ DI OGNUNO

12 giu 10 Categorie: Bologna, Partito Democratico

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Il mio intervento al Congresso del Pd di Bologna che oggi ha eletto segretario Raffaele Donini. Io gli darò una mano in segreteria come responsabile del programma e dei forum tematici. (continua…)

AD LIMINA DICTATURAE

24 mag 10 Categorie: Bologna, Scuola, Varie

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Si leggono frequentemente sulla stampa dichiarazioni rese da personale della scuola, con le quali si esprimono posizioni critiche, con toni talvolta esasperati e denigratori dell’immagine dell’Amministrazione di cui lo stesso personale fa parte. (…) Esistono specifiche disposizioni normative e contrattuali, che impongono ai dipendenti pubblici in generale, ed al personale del comparto scuola in particolare, di astenersi da dichiarazioni o enunciazioni che in qualche modo possono ledere l’immagine dell’Amministrazione pubblica e di rapportarsi con i loro superiori gerarchici nella gestione delle relazioni con la stampa”.

Queste le chicche contenute nella circolare “riservata ” inviata ai dirigenti scolastici dell’Emilia Romagna dal direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale dott. Marcello Limina.

(continua…)

CIVIL PARTNERSHIP: LA NOSTRA RISPOSTA ALLA CORTE COSTITUZIONALE

13 mag 10 Categorie: Bologna, Gay, Partito Democratico, Varie

INCONTRO NAZIONALE DELLA RETE PER I DIRITTI LGBT NEL PD
Bologna, 16 maggio 2010 , ore 10.30 – via Rivani 35

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(continua…)

ARGENTINA: LA CAMERA APPROVA LA LEGGE SU MATRIMONI OMOSESSUALI

05 mag 10 Categorie: Gay, Mondo

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Oíd, mortales, el grito sagrado:

“¡libertad, libertad, libertad!”

Oíd el ruido de rotas cadenas,

ved en trono a la noble igualdad.

(Himno Nacional Argentino) (continua…)

My spot

15 mag 09 Categorie: Consiglio comunale, Gay, Partito Democratico, Varie

Qualcosa di laico

05 mag 09 Categorie: Report 2004-2009, Varie

teodem
Per me democrazia significa giustizia sociale, solidarietà e libertà di costruire la propria vita secondo i propri principi. Per questo sono convinto che la laicità sia la cornice necessaria di una città vissuta come casa comune dai credenti nelle diverse religioni e dai non credenti.
Da non credente, non penso che l’identità religiosa di una persona possa essere confinata fra le mura di casa. Altra cosa, però, è pretendere di imporre agli altri, attraverso le leve dell’amministrazione o della decisione politica, comportamenti o stili di vita e di vietarne altri solo perché non conformi alle categorie morali o a principi dottrinali della propria religione.

Purtroppo molti credenti impegnati in politica (fra questi anche i cosiddetti teodem) pretendono che la loro obbedienza ad una chiesa debba travalicare la loro fedeltà alla Costituzione e il rispetto dell’autonomia degli altri cittadini.  Per fortuna esistono tanti altri credenti (ne conosco tanti nel PD) che vivono con laicità il loro impegno politico e sanno che amministrare significa rendere più facile alle persone progettare la propria vita secondo i propri principi e non di costringerle dentro percorsi imposti.

Sono impegnato per la parità dei diritti delle coppie di fatto, anche omosessuali, parità che a Bologna è pienamente rispettata, dall’accesso alle graduatorie ERP, ai prestiti  per giovani coppie. Più volte sono intervenuto in aula a difesa della libertà di espressione di fronte a tentativi di censura di produzioni artistiche da parte politica o religiosa. Nel 2008, su mia proposta, è nato un Servizio contro le discriminazioni Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) presso l’Ufficio politiche per le Differenze.

Mi sono speso per la buona manutenzione della sala del Pantheon alla Certosa, affinché i funerali civili abbiano la stessa dignità di quelli religiosi. Per valorizzare la cerimonia di matrimonio civile (a Bologna sono il 66% del totale) ho fatto attivare la trasmissione via Internet dei matrimoni celebrati in Sala Rossa.

Così come penso che le  persone abbiano il diritto di manifestare il proprio punto di vista religioso nella dimensione pubblica, sono convinto che le istituzioni e gli spazi pubblici (aule scolastiche, uffici comunali, aule di tribunale) non debbano contenere simboli religiosi, che inevitabilmente ledono il senso di appartenenza alle istituzioni che ogni cittadino deve avere al di là del proprio credo religioso.

Penso che la scuola pubblica laica sia una palestra di democrazia. Sono per un sistema di scuole pubbliche che copra l’intera richiesta e la possibilità per chi lo voglia di frequentare scuole private senza oneri per lo Stato.  So che per le scuole d’infanzia questo obiettivo non è dietro l’angolo, nonostante a Bologna quelle comunali coprano il 61% del totale. Bologna ha fatto alcuni passi in una direzione che condivido: l’abolizione del buono scuola e una modifica della convenzione con le scuole d’infanzia paritarie che rafforza gli incentivi per la trasparenza e per la riduzione delle tariffe. Bisogna andare avanti nella costruzione di nuovi posti ( fra il 2004  e il 2009 Bologna ha investito 50 milioni di euro in edilizia scolastica) per coprire tutta la domanda con l’intera offerta pubblica, magari anche rivedendo la ripartizione degli oneri di urbanizzazione. Intanto, le convenzioni devono garantire standard elevati e atteggiamenti non discriminatori.

Intervenendo in Consiglio sul caso Englaro ho letto il mio testamento biologico ed ho proposto un Registro pubblico delle dichiarazioni anticipate di trattamento, indicando il livello provinciale (quello della dichiarazione di donazione degli organi) come il più idoneo.  L’Assessore provinciale alla Salute ha raccolto la proposta e ne ha investito la Conferenza territoriale socio sanitaria che ha attivato un gruppo di studio per verificarne la fattibilità. Se sarò rieletto lavorerò perché la proposta diventi operativa.

PERCHÉ MI CANDIDO

03 mag 09 Categorie: Consiglio comunale, Partito Democratico, Varie

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Il 6 e 7 giugno,insieme alle Europee, si terranno le elezioni amministrative a Bologna. Io sarò candidato per il Consiglio comunale nella lista del Partito Democratico. Fra qualche giorno su questo sito sarà attiva una sezione sulla mia attività in Consiglio nel periodo 2004-2009. Intanto vorrei dire due parole su chi sono e perché mi candido.

Ho 48 anni, sono laureato in filosofia e insegno al Liceo Copernico. Da sempre dedico una parte del mio tempo all’impegno sociale, prima nell’ARCI e poi in Arcigay, di cui sono stato presidente nazionale fino al 2007. (continua…)

Per le persone private della libertà personale

22 apr 09 Categorie: Consiglio comunale, Mondo, Report 2004-2009

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Uno dei risultati di cui sono stato più soddisfatto è stata la nascita del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, da me proposto già dall’opposizione  e realizzato nel 2005 con l’elezione di Desi Bruno a quella carica. È stato un percorso difficile ma molto intrigante, non solo perché il tema dei diritti negati è quello che più mi coinvolge, ma anche perché ho conosciuto tante persone, volontari, operatori, donne e uomini delle istituzioni che con la stessa passione mi hanno accompagnato.

Attraverso la figura del Garante siamo riusciti ad entrare nel CPT di via Mattei (dove ho anche celebrato un matrimonio) e, nonostante la pessima legge sull’immigrazione renda quel posto un carcere senza titolo, è stato possibile intervenire in una logica di riduzione del danno (corsi di italiano, mediatori culturali, supporto legale)  che ha reso e rende la permanenza in quel luogo più sopportabile.

Anche riguardo al carcere della Dozza siamo riusciti ad ottenere alcuni risultati, nonostante il permanere di uno stato di precarietà dovuto alla frequente sostituzione dei dirigenti della casa circondariale.
Il consiglio comunale ha anche approvato alcuni miei ordini del giorno sui diritti delle persone sottoposte a restrizioni di libertà, come la richiesta al Parlamento di non abolire i Centri di Servizio Sociale per adulti per non ostacolare i percorsi di reinserimento sociale odg-2005-066-lo-giudice-carcere-cssa o l’atto di indirizzo sulle relazioni fra persone detenute e territorio, in cui fra l’altro il Consiglio ha chiesto al governo di chiudere i CPT e superare la situazione emergenziale delle carceri  odg-2006-039-lo-giudice-carcere-territorio .
Il 3 dicembre 2007 insieme alla Garante abbiamo  promosso e organizzato un Consiglio comunale dentro il carcere della Dozza a cui hanno potuto partecipare e prendere la parola anche i detenuti. A conclusione di quel Consiglio, ho presentato un ordine del giorno contenente gli indirizzi alla Giunta per affrontare le maggiori criticità e un invito al Sindaco ad emanare un’ordinanza che imponesse all’amministrazione penitenziaria il ripristino di accettabili condizioni igienico sanitarie.   odg-2007-260-lo-giudice-carcere-dozza.  Il sindaco Cofferati nei giorni successivi all’approvazione dell’O.d.G. ha effettivamente emanato l’ordinanza, con qualche effetto positivo concreto nei mesi seguenti.
Accanto alla casa circondariale e al CEI ( ex CPT) la terza struttura di detenzione di Bologna è il carcere minorile di via del Pratello, che si è trovato in una situazione di reale emergenza anche a causa dei tagli economici ministeriali e dei ritardi nel trasferimento dei ragazzi nella nuova ala ristrutturata. A seguito di una udienza conoscitiva sul tema e di una mia visita alla struttura, nel gennaio 2009 il Consiglio ha approvato un mio ordine del giorno contenente le linee di impegno dell’amministrazione e un richiamo al governo per le inadempienze sul tema del trasferimento nella nuova struttura,  avvenuta nei mesi successivi odg-2009-042-lo-giudice-carcere-minorile .

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