Per una città  sicura, libera e accogliente

21 apr 09 Categorie: Report 2004-2009


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Poter vivere liberi, sicuri, in uno spazio accogliente è una necessità fondamentale di donne e uomini. Per questo la richiesta di sicurezza non può essere lasciata cadere come se fosse un tema secondario.

Occorre però avere la consapevolezza che il modo in cui le destre agitano questo tema non solo è sbagliato, ma contribuisce ad aumentare il disagio urbano. Agitare il pericolo dello straniero senza proporre strumenti di integrazione, puntare il dito sull’aumento della criminalità ( che a Bologna nel 2008 è scesa del 24% secondo i dati della Questura) sfruttare la paura della popolazione per comprimere gli spazi di libertà sono ricette che hanno come unico risultato quello di coltivare la paura per sfruttarla come strumento di controllo.

A partire da questi presupposti, in questi cinque anni mi sono occupato di sicurezza, ma cercando di spingere verso la direzione che ritengo efficace: consolidare la coesione sociale, promuovere Bologna come città aperta e accogliente, e difendere da ogni tentativo di limitazione le libertà costituzionali.

Fra le altre cose, ho presentato questi ordini del giorno che sono stati approvati dal Consiglio comunale:

- perché ogni iniziativa politica si svolga nel rispetto della legalità odg-2005-024-lo-giudice-legalita1

- affinché le politiche per la sicurezza si fondino sulle politiche di prevenzione e di sostegno al disagio sociale odg-2005-043-lo-giudice-sicurezza

- per condannare gli atti di violenza politica accaduti in città odg-2006-044-lo-giudice-violenza-nazista

- per promuovere il turismo gastronomico e la professione della sfoglina come elementi importante del rilancio turistico di Bologna odg-2007-148-lo-giudice-sfogline

- contro l’insorgere di forme di neonazismo in città odg-2008-147-lo-giudice-neonazismo

- contro il decreto Maroni sulla sicurezza che obbliga i medici a denunciare i pazienti irregolari odg-2009-063-melega-lo-giudice-decreto-733-sicurezza1

- contro la direttiva Maroni che limita le manifestazioni nei centri urbani  lo-giudice-decreto-manifestazioni-230209 e gli altri atti incostituzionali del governo, come il decreto sul testamento biologico o l’istituzione delle ronde odg-2009-0792-lo-giudice-difesa-costituzione

- a difesa del diritto di sciopero odg-2009-080-lo-giudice-diritto-di-sciopero

L’8X1000 PER L’ABRUZZO

15 apr 09 Categorie: Consiglio comunale, Mondo, Varie

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Il mio intervento in Consiglio comunale - Bologna, 15 aprile 2009

La tragedia del terremoto nella provincia dell’Aquila ha prodotto un’ampia rete di  solidarietà e anche un saggio tacere delle polemiche politiche in nome della necessaria unità nazionale di fronte alla catastrofe.
Passata l’emergenza dei primi giorni, però, ci sono  decisioni politiche da assumere ed è inevitabile che le ricette in campo siano  oggetto di valutazione, se occorre anche critica. Questo vale in primo luogo per le modalità di reperimento delle  risorse. (continua…)

MAI DI DOMENICA:LA DIRETTIVA MARONI SBARCA A BOLOGNA

24 feb 09 Categorie: Consiglio comunale, Gay, Partito Democratico, Varie

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Il testo del mio intervento di inizio seduta nel Consiglio comunale di lunedì scorso sul Decreto del Prefetto di Bologna di applicazione della direttiva del Ministro degli Interni per le manifestazioni nei centri urbani e nelle aree sensibili 

Qualche giorno fa è stato reso pubblico il decreto del Prefetto di Bologna di applicazione della direttiva del Ministro degli Interni per le manifestazioni nei centri urbani e nelle aree sensibili. È  la cronaca di una limitazione annunciata. Io ero già intervenuto un paio di settimane fa sulla direttiva del Ministro denunciando il rischio che l’applicazione di quella direttiva conducesse ad una limitazione effettiva delle libertà di manifestare non prevista dalla nostra Costituzione ed è quello che, a mio giudizio, è avvenuto con il decreto prefettizio. (continua…)

DOPO ELUANA

12 feb 09 Categorie: Consiglio comunale, Mondo, Partito Democratico, Varie

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Negli ultimi tempi sono entrato nel vortice di Facebook ed ho trascurato il mio blog. Ma oggi mi andava di mettere giù un paio di considerazioni sulla situazione che si è creata dopo la morte di Eluana. Da tanto tempo, credo, il paese non veniva scosso così profondamente da una vicenda pubblica. Non tutto il paese, certo, se otto milioni di italiani sono rimasti inchiodati al Grande Fratello la sera di lunedì (bravo Mentana che ha colto l’occasione per mandare al diavolo la tv dello psiconano). Ma in tanti sì, e fra questi io stesso. In questi giorni ho la sensazione di aggirarmi fra le macerie dopo un terremoto. (continua…)

Il Vaticano e la strage dei sodomiti

01 dic 08 Categorie: Gay, Mondo, Varie


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Il Vaticano si oppone alla depenalizzazione dell’omosessualità chiesta dal governo francese ed altri  27 governi (fra cui quello italiano) all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Ho scritto un pezzo su questa sconcertante vicenda per Aprile on line  www.aprileonline.info/notizia.php?id=10133

Vaticano, ovvero cristiana disumanità

Un governo di destra come quello francese di Sarkozy ha preso l’iniziativa di avanzare all’Onu una proposta per la depenalizzazione universale dell’omosessualità. La Santa Sede la boccia per ragioni politiche, non paga di una storia costellata da roghi e persecuzioni di “sodomiti” che continua anche oggi in tantissimi paesi del mondo, dall’Iran alla Mauritania

In Iran sono impiccati sulla pubblica piazza. È questa, con ogni probabilità, la sorte che toccherà ad Hamzeh Chavi e Loghman Hamzehpour, 18 e 19 anni, arrestati il 28 gennaio con l’accusa di “lavat”, sodomia. Lo scorso anno le foto di due loro coetanei appesi per il collo perché gay hanno fatto il giro del mondo.  In Mauritania, due uomini adulti che commettano sodomia sono uccisi tramite lapidazione, come recita l’art. 308 del Codice penale del 1984.  In Nigeria un omosessuale può cavarsela con quattordici anni di prigione, ma non se vive in uno dei 14 Stati del nord in cui è in vigore la legge islamica, che prevede la morte per lapidazione, come anche in Arabia Saudita, Yemen, Emirati Arabi Uniti, Sudan. In altri 79 Stati l’omosessualità è illegale e comporta lunghe carcerazioni o addirittura l’ergastolo. In altri 7 paesi un gay rischia l’arresto anche in assenza di una legge specifica, com’è accaduto varie volte negli ultimi anni in Egitto.

Di fronte a tale orrore, un governo di destra come quello francese aveva preso l’iniziativa ed annunciato una proposta per la depenalizzazione universale dell’omosessualità. Nei giorni scorsi la ministra francese per i Diritti Umani, Rama Yade, ha formalizzato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite la richiesta, che aveva registrato anche il consenso del ministro italiano alle Pari Opportunità Mara Carfagna (”sono pronta a sollecitare il nostro ambasciatore italiano presso le Nazioni Unite perché si faccia portavoce della richiesta di depenalizzazione universale dell’omosessualità” aveva dichiarato in giugno).

Arriva quindi come una doccia fredda la presa di posizione di monsignor Celestino Migliore, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, che ha annunciato l’opposizione vaticana alla proposta francese. Non pago di una storia costellata da persecuzioni e roghi contro i “sodomiti” (a cui nessun papa ha mai chiesto scusa) il Vaticano continua a perorare la criminalizzazione dei comportamenti omosessuali. Perché?

Sospendendo ogni argomentazione sulla sessuofobia di una casta celibe che basa il suo ruolo sulla negazione della propria sessualità (spesso della propria omosessualità), c’è una motivazione più ottusamente politica dietro queste posizioni. Le dichiarazioni di oggi riprendono, ad un livello di crudeltà inaudito, la teoria del piano inclinato che è il leit motiv di Oltretevere quando si parla di diritti di gay e lesbiche: se si riconosce un qualche minimo diritto a gay e lesbiche, si finirà inesorabilmente per delegittimare chi non sia disposto a riconoscere la piena dignità alle persone omosessuali e alle loro unioni. Se l’argomento, applicato alle richieste nostrane di una legge contro l’omofobia, poteva sembrare poco misericordioso, appare davvero disumano se riferito al fenomeno tanto brutale quanto esteso dell’uccisione o della carcerazione di uomini e donne solo perché amano una persona dello stesso sesso. A questo punto il Vaticano, com’è accaduto in casi analoghi, cercherà di fare asse con i paesi islamici per bloccare l’iniziativa francese: sarà interessante vedere quanto queste posizioni peseranno sul comportamento dell’Italia. Rimane l’amara consapevolezza che un giorno il Vaticano sarà costretto a giustificare imbarazzato questi atti, come accade in questi mesi di fronte al silenzio di Pio XII di fronte al genocidio degli ebrei.

 

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