BERSANI: APRIAMO UNA RIFLESSIONE SUI MATRIMONI GAY

Oggi il Portogallo ha approvato l’estensione del matrimonio a gay e lesbiche. All’inizio sembrava fosse una stranezza della solita Olanda, poi sono arrivati il Belgio, la Spagna, la Svezia e la Norvegia. Negli stessi anni Austria, Francia, Danimarca, Regno Unito, Lussemburgo, Germania, Svizzera, Slovenia, Ungheria, Repubblica Ceca, Finlandia, Islanda e Andorra hanno adottato leggi che, magari con nomi diversi, riconoscono alle coppie dello stesso sesso tutti o quasi tutti i diritti prima riservati alle coppie di sesso diverso. In Italia stiamo ancora lì a discutere se le famiglie omosessuali sono nocive per la società o no. Poi dice che uno diventa anticlericale.
http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/8448640.stm
http://www.elmundo.es/elmundo/2010/01/08/internacional/1262958161.html
Uguali. Una parole semplice, un valore condiviso, un principio fondamentale della nostra Costituzione, della stessa idea di democrazia. Un obiettivo ancora non raggiunto in Italia per le persone gay, lesbiche bisessuali e trans. (continua…)
Il presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano, un maschio ultraottantenne, va alla Conferenza internazionale contro la violenza alle donne, voluta dall’Italia in occasione della presidenza pro tempore del G8 e – sorpresa - invita ad unire alla lotta contro la violenza alle donne quella contro l’omofobia e la xenofobia.
www.repubblica.it/2009/05/sezioni/politica/napolitano-2/costituzione/costituzione.html .
Il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, una giovane donna moderna proveniente dal mondo dello spettacolo, organizzatrice della Conferenza, continua ad oscurare il tema della violenza contro gay, lesbiche e trans ed evita accuratamente di farvi cenno nel suo discorso di apertura della Conferenza. www.pariopportunita.gov.it/images/stories/documenti_vari/UserFiles/PrimoPiano/discorso_carfagna_09_09_09.pdf (continua…)
All’onda di violenza omofobica culminata nel lancio di due bombe carta nella Gay Street di Roma, ieri ha risposto una più forte onda di reazione che ha attraversato numerose città italiane, da Roma a Catania, da Napoli a Torino. Io ero a Bologna, dove fra le 500 persone riunite in piazza Nettuno c’erano i rappresentanti di tutti i partiti della sinistra e il sindaco Flavio Delbono. Erano più di dieci anni che un Sindaco non partecipava ad una manifestazione per i diritti di gay, lesbiche e trans a Bologna e questo la dice lunga sulla reale intenzione dell’amministrazione comunale di dare concretezza all’impegno anti omofobia, come ribadito ieri anche dall’assessora alle Pari opportunità Simona Lembi. (continua…)
Sono stato eletto capogruppo del Pd nel Consiglio comunale di Bologna. Non è una novità che ad una persona con il mio profilo politico, uno che non ha mai rinunciato alla battaglia per un’autentica laicità, che è stato per quasi un decennio il leader nazionale della principale associazione gay, che ha una posizione netta sul tema del testamento biologico o sui diritti lgbt, si riconosca un ruolo importante nel Partito democratico. Il Pd è un luogo in cui si confrontano tradizioni riformiste diverse ed anche il pensiero laico più radicale vi trova piena cittadinanza.
Quello che è successo di nuovo è che un gruppo consiliare di 24 persone (uno fra i più grandi gruppi consiliari Pd d’Italia), composto per un terzo da persone provenienti dall’esperienza della Margherita, ha affidato - con voto segreto e unanime - ad una persona con questa storia la responsabilità di guidare il gruppo, cioè di costruire le posizioni comuni.
È stato un gran bel Pride, quello di Genova. Una manifestazione grande, ricca di sigle, gioiosa. In una città magnifica, dalle strade abbastanza piccole da fare massa ma abbastanza grandi da permettere a carri e striscioni di sfilarvi dentro, c’eravamo proprio tutti: i bambini in carrozzina o sul trenino che apriva la parata, le mamme (ormai nonne) dell’Agedo, le diverse sigle di gay credenti (compresi i buddisti di Arcobalena) i gay in divisa di Polis Aperta, gli “etero scontenti”, la sezione lgbt di Amnesty International, oltre al lunghissimo elenco delle sigle storiche del movimento, la cui lettura dal palco ha impegnato Vladimir Luxuria e Lella Costa, madrine della manifestazione, per un quarto d’ora. (continua…)
Dopo il mancato insediamento della Commissione LGBT
il Ministro rimuove le tracce dal sito del Dipartimento Pari Opportunità
“Commissione per i diritti e le pari opportunità per lesbiche, gay, bisessuali e transgender”? NOT FOUND. Questa la risposta impietosa del sito del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri di fronte alla ricerca di una traccia di esistenza in vita di una Commissione – un organismo tecnico tuttora formalmente in vita di cui fanno parte nomi importanti come la sociologa Chiara Saraceno o la costituzionalista Gilda Ferrando – che era stato uno degli atti più innovativi della Ministra Barbara Pollastrini:
http://www.pariopportunita.gov.it/index.php?option=com_content&view=article&id=188:commissione-per-i-diritti-e-le-pari-opportunita-per-lesbiche-gay-bisessuali-e-transgender&catid=72:violenza-e-discriminazioni-&Itemid=200 (continua…)
Cito per primo l’ultimo risultato raggiunto, grazie alla volontà della comunità gay, lesbica e trans cittadina e alla nostra determinazione nel portare avanti quello che sembrava solo un desiderio: l’intitolazione di un Giardino a Stefano Casagrande, anima creativa del Cassero, voce originale nel movimento lgbt italiano e animatore del panorama sociale e culturale della Bologna degli anni ’80 e ’90. carlino-220409 giardino-casagrande
Ho vigilato da consigliere che la parità fra le coppie di fatto, anche dello stesso sesso, e quelle sposate, che aveva avuto un riconoscimento formale nel ’99 con l’Attestato di Famiglia Affettiva http://urp.comune.bologna.it/webcity/webcity.nsf/5cf59f3096f4e560c125669f0058bcc2/9d7ec8182a30af7a4125671700466c23?OpenDocument fosse rispettato: e lo è stato se le politiche per le famiglie del Comune non fanno alcuna differenza in base allo status giuridico nè all’orientamento sessuale dei partner. Anche i prestiti sull’onore per giovani coppie sono stati concessi allo stesso modo alla coppia sposata come alla coppia gay che dichiarasse di volere iniziare una convivenza.
Ho chiesto ed ottenuto che la giunta sottoscrivesse la Carta europea dei diritti dell’uomo nelle città, che tra l’altro recita: “I diritti enunciati in questa Carta (…) sono garantiti dalle autorità comunali, senza alcuna discriminazione legata all’origine, al colore, all’età, al sesso o alle scelte sessuali. (…) La città (…) riconosce che il rispetto delle famiglie, nella diversità delle loro forme attuali, è un elemento essenziale della democrazia locale.”
Su mia proposta il Consiglio Comunale ha votato una richiesta al Parlamento per l’istituzione ufficiale del 17 maggio come Giornata contro l’omofobia odg-2005-106-slg-istituzione-giornata-omofobia; ha chiesto al Parlamento di estendere all’orientamento sessuale e all’identità di genere le tutele contro atti di discriminazione, odio o violenza previste dalla legge Mancino 122 del 1993 odg-2006-086-slg-condanna-omofobia odg-2006-196-slg-aggressione-gay-legge-mancino ; gli interventi sui diritti civili relativi ad orientamento sessuale ed identità di genere sono esplicitati fra gli obiettivi prioritari del Comune relativamente al rapporto con le Libere forme associative; il Consiglio ha espresso il suo sostegno alla proposta di depenalizzazione universale dell’omosessualità presentata all’ONU odg-2008-252-slg-depenalizzazione-omosessualita ; nel sito web del Comune di Bologna è stata attivata una sezione dedicata alle iniziative di Bologna per lesbiche, gay, bisessuali e transgender www.comune.bologna.it/politichedelledifferenze/ ; la Giunta ha istituito un servizio contro le discriminazioni delle persone lgbt presso l’Ufficio Politiche per le Differenze odg-2008-011-slg-servizio-lgbt
Nel 5 giugno 2007, Bologna ha aderito alla Carta di Intenti per la costituzione della READY, la “Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni per il superamento delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere” odg-2007-131-slg-adesione-rete-antidiscriminatoria . x_delibera-2007-168-giunta-adesione-rete-antidiscriminatoria
Ho chiesto a Flavio Delbono di rispondermi su Facebook alla domanda, che in tanti mi fanno in questi giorni, sulle posizioni del candidato Sindaco di Bologna sui diritti delle persone lgbt, a partire dal nuovo ufficio da poco istituito dal Comune, e sui diritti delle coppie dello stesso sesso. Ecco la risposta pubblicata sulla sua bacheca:
Caro Sergio,
rispondo volentieri alla tua richiesta.
Il “Servizio Lgbt sarà messo in condizione di raggiungere i suoi obiettivi: contrastare omofobia e discriminazioni; fare iniziative culturali, formazione, assistenza legale anche insieme alle associazioni.
Riguardo alle coppie di fatto, anche dello stesso sesso, a Bologna il regolamento per gli alloggi pubblici parifica le coppie sposate a quelle conviventi. (continua…)