LA FESTA DEI DIRITTI DEL PD SI TINGE DI RAINBOW

11 set 11 Categorie: Bologna, Gay, Partito Democratico

La Festa dell’Unità di Bologna quest’anno ospita, fino al 19 settembre, la Festa Nazionale dei Diritti del PD, che comprende una ricca sezione dedicata ai diritti di lesbiche, gay, bisessuali e trans. Ecco l’elenco:

lunedì 12 settembre – ore 21 Sala Dei  Diritti

DIRITTI LGBT: IL TEMPO È ORA

Con Sergio Lo Giudice, Paola Concia, Paolo Patanè, Ivan Scalfarotto, Porpora Marcasciano, Giuseppina La Delfa,  Paola Brandolini  – conduce  Carlo Santacroce

(continua…)

SI PARTE!

24 ago 11 Categorie: Gay, Mondo

I confetti sono pronti, le fedi pure, gli abiti blu sono già nell’armadio. Tutto è pronto per il matrimonio fra Sergio Lo Giudice, capogruppo PD al Comune di Bologna e presidente onorario di Arcigay (che ha guidato dal 1998 al 2007) e Michele Giarratano, avvocato e responsabile dello sportello  legale di Arcigay. (continua…)

CIAO PETER

28 mag 11 Categorie: Gay, Varie

Peter Boom ci ha lasciati.  Attore e cantante di origine olandese, gay fiero e militante, Peter fu tra quei pionieri del Fuori! che il 5 aprile del 1972 diedero vita alla Stonewall italiana, la manifestazione contro il Congresso di sessuologia a Sanremo. Due giorni fa  se n’è andato per un infarto nella sua casa di Bagnaia, vicino Viterbo. Dell’Arcigay di Viterbo era stato fra i fondatori ed era stato anche uno dei protagonisti della ricostituzione dell’Arcigay di Roma alla fine degli anni’90.

L’avevo rivisto pochi giorni fa sul grande schermo, nei panni del cardinale australiano in Habemus papam, lui, anticlericale e mangiapreti, che già aveva indossato il saio in un cammeo de La messa è finita, dove declamava  “ricordati che devi morire” ad un perplesso Massimo Troisi http://www.youtube.com/watch?v=AI96e1vGvpk .

Di Peter ricordo soprattutto la sua passione nell’organizzazione , il 13 gennaio di ogni anno, della celebrazione in Piazza san Pietro in ricordo di Alfredo Ormando, l’omosessuale siciliano che si era dato fuoco sotto il colonnato del Bernini nel 1998.

Qualche tempo fa Luca Bagatin gli ha dedicato una pagina di biografia che vale la pena di rileggere

http://lucabagatin.ilcannocchiale.it/2009/08/04/peter_boom_una_biografia_milit.html

Bello anche il ricordo di Pierangelo Bucci  Rozendaal  http://www.facebook.com/notes/pierangelo-bucci-rozendaal/e-morto-peter-boom-attivista-storico-del-movimento-gay-italiano/164303783633710

Ciao Peter, ci hai dato una grande mano.

LGBT REPORT 2004 2010

01 mag 11 Categorie: Bologna, Consiglio comunale, Gay, Partito Democratico, Report 2009- 2010

Un breve resoconto delle mie iniziative in Consiglio comunale sul tema dei diritti di lesbiche, gay, bisessuali e trans e delle libertà civili.

I questi anni nel Consiglio comunale di Bologna mi sono attivato per la parità per le coppie di fatto, anche dello stesso sesso, con quelle sposate, che aveva avuto un riconoscimento formale nel ’99 con l’Attestato di Famiglia Affettiva. Oggi le politiche del Comune per le famiglie non fanno differenza in base allo status giuridico né all’orientamento sessuale.

Su mia iniziativa: (continua…)

25 APRILE

25 apr 11 Categorie: Bologna, Partito Democratico

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E’ stato un 25 aprile ricco di emozioni. Stamattina in piazza Nettuno la testimonianza toccante di Adriano Bompani, 97 anni, ex militare italiano deportato come tanti in un lager nazista per non avere voluto tradire il suo paese. Poi il coro dei bambini dell’ANPI alla commemorazione delle vittime omosessuali del nazifascismo ( bellissima Stalingrado degli Stormy Six fra i canti partigiani).
Nel pomeriggio Virginio Merola si è commosso e ha fatto commuovere tutti noi leggendo il racconto di Pino Cacucci sulla morte di Irma Bandiera, partigiana bolognese trucidata dai tedeschi a 29 anni per non avere rivelato i nomi dei suoi compagni. E poi, in Piazza San Francesco, l’animazione per bambini organizzata dal Cassero e da Famiglie Arcobaleno con la storia (vera) di Tango, il pinguino con due papà.
C’è un Italia bella e coraggiosa, che sta dalla parte buona della vita e guarda in avanti, perché conosce il suo passato ed è in grado di farne tesoro.

MEGLIO GAY

06 nov 10 Categorie: Gay

Meglio gay, lo prediligo a un magnaccia di ottant’anni.

Meglio gay che un don Rodrigo che si crede don Giovanni.

Meglio vivere da onesto  rispettabile busone

che distorcere la legge per sfuggire alla prigione.

Meglio frocio che fascista, meglio gay che piduista.

Meglio checca che piazzista, meglio trans che camorrista.

Meglio lesbiche felici con famiglie arcobaleno

che pompar con artifici nell’arnese ormai allo stremo.

Meglio  sodomita o cupio che una cricca di imbroglioni.

Soprattutto, senza dubbio,  meglio gay che Berlusconi.

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LA CEDU CONDANNA MOSCA PER I NO AL GAY PRIDE

21 ott 10 Categorie: Gay, Mondo

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Integralisti ortodossi presidiano Aleksandrovskij Sad per impedire la manifestazione gay


La Corte Europea per i Diritti Umani di Strasburgo ha condannato  la Russia a una multa per avere vietato lo svolgimento di Gay Pride a  Mosca, violando così un diritto fondamentale. Il governo russo dovrà versare 29.000 euro di danni e spese legali a Nikolaj Alexeyev, il leader gay che da anni tenta invano di organizzare la sfilata nella capitale russa e per questo ha dovuto subire numerosi arresti.

Il 27 maggio 2006 ero presente a Mosca, con una delegazione di Arcigay , per quello che avrebbe dovuto essere il primo Pride russo. In quella occasione Nikolaj fu arrestato per la prima volta, la manifestazione impedita, molti dei partecipanti picchiati. Ecco un mio resoconto di quella giornata apparso su l’Unità qualche giorno dopo. Sperando che sia la descrizione di una prepotenza di Stato che la sentenza di oggi consegna al passato.

l’Unità , 6 giugno 2006

“HO VISTO LA GUERRIGLIA CONTRO LA LIBERTÀ”

Centinaia di fanatici si aggirano per la piazza lanciando slogan contro i “sodomiti”…
di Sergio Lo Giudice
Una pioggia torrenziale. Il cielo di Mosca ha fornito la scenografia più adatta a celebrare la vittoria della violenza sul diritto, in quel pomeriggio del 27 maggio che avrebbe dovuto ospitare il primo Gay Pride della storia russa. Dopo due giorni di tensione per le aggressioni avvenute, ma anche di fiera determinazione, la prima Conferenza Internazionale contro l’Omofobia si era appena conclusa. Davanti alle telecamere di tutto il mondo, il giovane leader gay Nikolaj Alekseiev aveva annunciato la decisione finale: la sfilata sarebbe stata sostituita da una deposizione di fiori alla Tomba del Milite Ignoto, simbolo della lotta contro il nazifascismo posta in Aleksandrovskij Sad, i Giardini Alessandro. Da lì, percorrendo per un breve tratto la centralissima Tverskaya, ci si sarebbe spostati di fronte al palazzo del Comune per un presidio. Io e Renato Sabbadini arriviamo puntuali nel luogo fissato. La polizia è schierata in forze. Un cordone di Omon, gli speciali corpi antisommossa, blocca l’accesso alla Tomba. Centinaia di fanatici si aggirano per la piazza lanciando slogan contro i “sodomiti”. Gruppi di ortodossi integralisti, uomini in abiti tradizionali e lunghe barbe accanto ad anziane beghine, cantano inni religiosi esponendo icone sacre. Nugoli di cameraman riprendono ogni scena. Nikolaj non c’è già più. Al suo arrivo è stato circondato dai giornalisti, aggredito dai fascisti ed arrestato dalla polizia: uno schema che si ripeterà più volte. I gay russi sono pochi, sparsi fra la folla. Gli organizzatori sono stati portati via e i piani sono saltati. Ci ricongiungiamo agli attivisti delle delegazioni straniere. C’è Kurt Krickler, leader gay viennese, che più tardi sarà preso a pugni dai fascisti, l’inglese Robert Wintemute, il francese Pierre Serne ed altri. Insieme decidiamo di risalire la Tverskaya fino al luogo del presidio. I fascisti hanno la stessa idea. Così, sparsi fra i nostri nemici, percorriamo quei mille passi che avrebbero dovuto segnare per la prima volta l’orgoglio gay in terra di Russia e invece perpetuano ancora una volta l’antica piaga del silenzio. Un percorso triste, segnato dall’impotenza. Noi, venuti a portare il sostegno ad una battaglia per i diritti, siamo trasformati in muti osservatori internazionali di una guerriglia contro la libertà. Di fronte al Comune la scena è simile. Fra i canti dei fanatici religiosi e i saluti romani dei fascisti ci portiamo sulla gradinata sotto l’imponente statua di Iuriy Dolgorukii. Se arrivassero un po’ di russi si potrebbero tirare fuori le bandiere arcobaleno, dare vita per qualche minuto ad una dimostrazione. Ma è il pensiero di un istante. Subito arriva sulla scalinata un corteo di nazionalisti guidati da un uomo in doppiopetto gessato. È il deputato di destra Nicolaj Kurianovich, che inizia ad incitare la folla a ripulire la Russia dai “sodomiti”. A farne le spese per prima è la storica attivista lesbica Evgenya Debryanskaya che non fa in tempo a raggiungere la piazza prima di essere aggredita dai fascisti e, secondo copione, arrestata dalla polizia. La pioggia non accenna a smettere. Pierre Serne e il giovane Maxence de Barros vengono intervistati da una tv francese e subito aggrediti. È uno dei momenti più drammatici: loro scappano via, la folla si ricompatta nell’inseguimento. Noi li perdiamo di vista. Solo più tardi sapremo che sono riusciti ad infilarsi in un bar e a cavarsela con qualche livido. L’atmosfera è molto triste, ma un seme è stato gettato. Per quanto pochi, gay e lesbiche in piazza quel giorno ce n’erano. La Stonewall russa ha il nome di Aleksandrovskij Sad.

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L’arresto di Nikolaj Alexeyev

DA BOLOGNA A TORINO: UN ATTESTATO DI CIVILTÀ

20 lug 10 Categorie: Bologna, Consiglio comunale, Gay

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In principio fu Bologna. Era il gennaio 1999 quando il Comune di Bologna si inventò  l’”Attestato di iscrizione anagrafica per persone coabitanti legate da vincoli affettivi”, meglio noto come  elenco delle Famiglie affettive”. (continua…)

SANGUE INFAME

19 lug 10 Categorie: Gay

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Linko qui un testo che ho postato sulla mia pagina  “Omoritmi” , sul sito del Cassero. Il tema riguarda l’ennesima notizia di un rifiuto, da parte di un ospedale milanese, ad un ragazzo gay di donare sangue.

www.cassero.it/channels/omoritmi/sangue-infame

28 GIUGNO

28 giu 10 Categorie: Bologna, Consiglio comunale

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Se dici 28 giugno ad uno degli studenti a cui sto facendo in questi giorni gli esami di maturità ti rispondono Sarajevo 1914. L’assassinio dell’odiato arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo, da parte dello studente serbo Gavrilo Princip è una data che non si dimentica, perché darà la miccia alla grande guerra e l’avvio al “secolo breve”.

Se dici 28 giugno ad un giovane gay, però, ti dirà Stonewall 1969: in quel caso fu  un tacco a spillo, ben più favoloso della 7.65 semiautomatica di Princip, a dare l’avvio ad una nuova epoca

Ma c’è un altro 28 giugno che è nel cuore di gay, lesbiche e trans bolognesi e si chiama  Cassero 1982. In quel giorno (in quei giorni per la verità) al Circolo 28 Giugno, il collettivo gay bolognese, venne assegnato dal Comune di Bologna – sindaco Renato Zangheri – il Cassero di Porta Saragozza, prima sede pubblica data da un’amministrazione comunale ad un’associazione omosessuale. La mitica “presa del Cassero”, una gioioso e pacifico corteo da Piazza Maggiore a Porta Saragozza, avvenne in realtà il 26, ma che importa? Noi ogni anno lo festeggiamo il 28 perché quello è il giorno che più ci emoziona.

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