FRATTINI LANCIA LA CROCIATA CONTRO GLI ATEI

28 ott 10 Categorie: Gay, Mondo

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Ho scritto, su sollecitazione dell’Uaar che ha diffuso la notizia, questa mail al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per denunciare le gravissime affermazioni contenute in un articolo apparso il 22 ottobre sull’Osservatore Romano.

www.esteri.gov.it/MAE/IT/Sala_Stampa/ArchivioNotizie/Interviste/2010/10/20101022_FrattiniMedioOriente.htm?LANG=IT

Chi vuole può fare lo stesso sul sito della Presidenza della Repubblica

https://servizi.quirinale.it/webmail/missiva.asp?msg=1&t=10%2F26%2F2010+4%3A03%3A28+PM


Stimatissimo Presidente,

Il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha scritto queste parole sull’Osservatore Romano del 22 ottobre scorso: “I cristiani dovranno ricercare con i musulmani un’intesa su come contrastare quegli aspetti che, al pari dell’estremismo, minacciano la società. Mi riferisco all’ateismo, al materialismo e al relativismo. Cristiani, musulmani ed ebrei possono lavorare per raggiungere questo comune obiettivo. Credo che occorra un nuovo umanesimo per contrastare questi fenomeni perversi.”.

In quanto persona non credente mi sono sentito non solo offeso, ma minacciato da queste parole. Devo sentirmi io, in quanto materialista o relativista, espressione di un fenomeno perverso contro cui il Governo del mio Paese chiama  a crociata le tre religioni monoteiste?

Mi rivolgo a Lei in quanto alto garante dei valori costituzionali affinché possa aiutarmi a tutelare la mia dignità e la mia serenità di cittadino italiano le cui convinzioni filosofiche e morali sono tutelate dalla Costituzione italiana contro l’attacco incosciente e violento mosso dal Ministro degli Esteri italiano nei confronti di una parte rilevante della popolazione italiane a mondiale.

Con stima e riconoscenza per il Suo lavoro

prof. Sergio Lo Giudice

LA CEDU CONDANNA MOSCA PER I NO AL GAY PRIDE

21 ott 10 Categorie: Gay, Mondo

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Integralisti ortodossi presidiano Aleksandrovskij Sad per impedire la manifestazione gay


La Corte Europea per i Diritti Umani di Strasburgo ha condannato  la Russia a una multa per avere vietato lo svolgimento di Gay Pride a  Mosca, violando così un diritto fondamentale. Il governo russo dovrà versare 29.000 euro di danni e spese legali a Nikolaj Alexeyev, il leader gay che da anni tenta invano di organizzare la sfilata nella capitale russa e per questo ha dovuto subire numerosi arresti.

Il 27 maggio 2006 ero presente a Mosca, con una delegazione di Arcigay , per quello che avrebbe dovuto essere il primo Pride russo. In quella occasione Nikolaj fu arrestato per la prima volta, la manifestazione impedita, molti dei partecipanti picchiati. Ecco un mio resoconto di quella giornata apparso su l’Unità qualche giorno dopo. Sperando che sia la descrizione di una prepotenza di Stato che la sentenza di oggi consegna al passato.

l’Unità , 6 giugno 2006

“HO VISTO LA GUERRIGLIA CONTRO LA LIBERTÀ”

Centinaia di fanatici si aggirano per la piazza lanciando slogan contro i “sodomiti”…
di Sergio Lo Giudice
Una pioggia torrenziale. Il cielo di Mosca ha fornito la scenografia più adatta a celebrare la vittoria della violenza sul diritto, in quel pomeriggio del 27 maggio che avrebbe dovuto ospitare il primo Gay Pride della storia russa. Dopo due giorni di tensione per le aggressioni avvenute, ma anche di fiera determinazione, la prima Conferenza Internazionale contro l’Omofobia si era appena conclusa. Davanti alle telecamere di tutto il mondo, il giovane leader gay Nikolaj Alekseiev aveva annunciato la decisione finale: la sfilata sarebbe stata sostituita da una deposizione di fiori alla Tomba del Milite Ignoto, simbolo della lotta contro il nazifascismo posta in Aleksandrovskij Sad, i Giardini Alessandro. Da lì, percorrendo per un breve tratto la centralissima Tverskaya, ci si sarebbe spostati di fronte al palazzo del Comune per un presidio. Io e Renato Sabbadini arriviamo puntuali nel luogo fissato. La polizia è schierata in forze. Un cordone di Omon, gli speciali corpi antisommossa, blocca l’accesso alla Tomba. Centinaia di fanatici si aggirano per la piazza lanciando slogan contro i “sodomiti”. Gruppi di ortodossi integralisti, uomini in abiti tradizionali e lunghe barbe accanto ad anziane beghine, cantano inni religiosi esponendo icone sacre. Nugoli di cameraman riprendono ogni scena. Nikolaj non c’è già più. Al suo arrivo è stato circondato dai giornalisti, aggredito dai fascisti ed arrestato dalla polizia: uno schema che si ripeterà più volte. I gay russi sono pochi, sparsi fra la folla. Gli organizzatori sono stati portati via e i piani sono saltati. Ci ricongiungiamo agli attivisti delle delegazioni straniere. C’è Kurt Krickler, leader gay viennese, che più tardi sarà preso a pugni dai fascisti, l’inglese Robert Wintemute, il francese Pierre Serne ed altri. Insieme decidiamo di risalire la Tverskaya fino al luogo del presidio. I fascisti hanno la stessa idea. Così, sparsi fra i nostri nemici, percorriamo quei mille passi che avrebbero dovuto segnare per la prima volta l’orgoglio gay in terra di Russia e invece perpetuano ancora una volta l’antica piaga del silenzio. Un percorso triste, segnato dall’impotenza. Noi, venuti a portare il sostegno ad una battaglia per i diritti, siamo trasformati in muti osservatori internazionali di una guerriglia contro la libertà. Di fronte al Comune la scena è simile. Fra i canti dei fanatici religiosi e i saluti romani dei fascisti ci portiamo sulla gradinata sotto l’imponente statua di Iuriy Dolgorukii. Se arrivassero un po’ di russi si potrebbero tirare fuori le bandiere arcobaleno, dare vita per qualche minuto ad una dimostrazione. Ma è il pensiero di un istante. Subito arriva sulla scalinata un corteo di nazionalisti guidati da un uomo in doppiopetto gessato. È il deputato di destra Nicolaj Kurianovich, che inizia ad incitare la folla a ripulire la Russia dai “sodomiti”. A farne le spese per prima è la storica attivista lesbica Evgenya Debryanskaya che non fa in tempo a raggiungere la piazza prima di essere aggredita dai fascisti e, secondo copione, arrestata dalla polizia. La pioggia non accenna a smettere. Pierre Serne e il giovane Maxence de Barros vengono intervistati da una tv francese e subito aggrediti. È uno dei momenti più drammatici: loro scappano via, la folla si ricompatta nell’inseguimento. Noi li perdiamo di vista. Solo più tardi sapremo che sono riusciti ad infilarsi in un bar e a cavarsela con qualche livido. L’atmosfera è molto triste, ma un seme è stato gettato. Per quanto pochi, gay e lesbiche in piazza quel giorno ce n’erano. La Stonewall russa ha il nome di Aleksandrovskij Sad.

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L’arresto di Nikolaj Alexeyev

FRIENDLY ANGELA

14 ott 10 Categorie: Gay, Mondo, Partito Democratico

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Il governo di centrodestra guidato dalla  cattolica Angela Merkel ha aggiunto un ulteriore tassello alla parificazione delle coppie dello stesso sesso in Germania. Già dal 2001 la legge tedesca sulle Lebenspartnerschaft equiparava giuridicamente le coppie gay e lesbiche unite dal nuovo istituto alle coppie sposate ( il vice premier Guido Westerwelle si è unito al suo compagno nel settembre scorso), ma non prevedeva la piena equiparazione a livello economico.

Ieri il governo tedesco ha licenziato un progetto di legge che riconosce contributi sanitari, pensioni di reversibilità e assegni familiari ai dipendenti statali uniti in una convivenza registrata .

Mi chiedo: i binetti di casa nostra che si agitano anche solo a sentire parlare di riconoscimento anagrafico delle coppie gay, dove si collocherebbero in Germania, nell’NPD?

http://www.queer.de/detail.php?article_id=12904

PADOVA: INDIETRO TUTTA SULLE COPPIE GAY E LESBICHE?

07 ago 10 Categorie: Consiglio comunale, Gay, Partito Democratico

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Nel 2006 il consiglio comunale di Padova, su meritoria iniziativa di Alessandro Zan, approvò un ordine del giorno che istituiva l’attestazione di “Famiglia Anagrafica” anche per le coppie conviventi, omosessuali ed eterosessuali, secondo un modello inaugurato da Bologna e recentemente adottato anche dal Comune di Torino. (continua…)

DA BOLOGNA A TORINO: UN ATTESTATO DI CIVILTÀ

20 lug 10 Categorie: Bologna, Consiglio comunale, Gay

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In principio fu Bologna. Era il gennaio 1999 quando il Comune di Bologna si inventò  l’”Attestato di iscrizione anagrafica per persone coabitanti legate da vincoli affettivi”, meglio noto come  elenco delle Famiglie affettive”. (continua…)

SANGUE INFAME

19 lug 10 Categorie: Gay

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Linko qui un testo che ho postato sulla mia pagina  “Omoritmi” , sul sito del Cassero. Il tema riguarda l’ennesima notizia di un rifiuto, da parte di un ospedale milanese, ad un ragazzo gay di donare sangue.

www.cassero.it/channels/omoritmi/sangue-infame

OMORITMI

19 giu 10 Categorie: Gay, Mondo, Varie

tshabalala

Da oggi è on line il nuovo sito del Cassero, rinnovato nella grafica e nei contenuti. Sono presenti alcuni blog  fra cui uno che curo io stesso, Omoritmi.

Il post di apertura è dedicato al primo goal dei mondiali, quello del sudafricano Tshabalala, in ricordo di un altro primo goal messo a segno dal Sudafrica: la prima Costituzione al mondo contenente una tutela dell’orientamento sessuale da discriminazioni.
http://www.cassero.it/channels/omoritmi/il-goal-di-tshabalala

CIVIL PARTNERSHIP: LA NOSTRA RISPOSTA ALLA CORTE COSTITUZIONALE

13 mag 10 Categorie: Bologna, Gay, Partito Democratico, Varie

INCONTRO NAZIONALE DELLA RETE PER I DIRITTI LGBT NEL PD
Bologna, 16 maggio 2010 , ore 10.30 – via Rivani 35

pd_pocheparole_diritti

(continua…)

COPPIE GAY, LA REGIONE FACCIA COME OBAMA

20 apr 10 Categorie: Bologna, Gay, Varie

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Ecco un compito per l’assessore alla Salute che verrà: sancisca che le porte degli ospedali sono aperte ai partner conviventi

SERGIO LO GIUDICE

l’Unità Emilia Romagna, 20 aprile 2010

Pochi giorni fa Barack Obama ha ordinato agli ospedali statunitensi che ricevono contributi federali di consentire che i pazienti omosessuali deleghino al partner le decisioni sulla propria salute. Finisce così una delle più acute discriminazioni verso gay e lesbiche, che fino ad oggi  potevano essere lasciati fuori dall’ospedale in cui il compagno o la compagna di una vita si spegnevano. (continua…)

CORTE COSTITUZIONALE: IL RICONOSCIMENTO GIURIDICO È UN DIRITTO FONDAMENTALE DELLE COPPIE OMOSESSUALI: IL PARLAMENTO LEGIFERI.

15 apr 10 Categorie: Gay

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La Corte costituzionale ha motivato oggi la sentenza con cui respinge la richiesta di dichiarare incostituzionale l’estensione del matrimonio civile alle persone dello stesso sesso. È una momentanea battuta d’arresto nella richiesta di gay e lesbiche per il riconoscimento del diritto al matrimonio, ma la battaglia andrà avanti. (continua…)

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