Articoli per ‘Scuola’

AD LIMINA DICTATURAE

24 mag 10 Categorie: Bologna, Scuola, Varie

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Si leggono frequentemente sulla stampa dichiarazioni rese da personale della scuola, con le quali si esprimono posizioni critiche, con toni talvolta esasperati e denigratori dell’immagine dell’Amministrazione di cui lo stesso personale fa parte. (…) Esistono specifiche disposizioni normative e contrattuali, che impongono ai dipendenti pubblici in generale, ed al personale del comparto scuola in particolare, di astenersi da dichiarazioni o enunciazioni che in qualche modo possono ledere l’immagine dell’Amministrazione pubblica e di rapportarsi con i loro superiori gerarchici nella gestione delle relazioni con la stampa”.

Queste le chicche contenute nella circolare “riservata ” inviata ai dirigenti scolastici dell’Emilia Romagna dal direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale dott. Marcello Limina.

(continua…)

E SPUNTA L’OUTSIDER: IL CAPOGRUPPO LO GIUDICE

06 feb 10 Categorie: Consiglio comunale, Gay, Mondo, Partito Democratico, Scuola

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Bersani ha molto apprezzato il suo intervento e gli ha fatto i complimenti. Lui si schermisce: “Non credo ci sia questa ipotesi”

La Repubblica Bologna, 3 febbraio 2010

SILVIA BIGNAMI

A MEZZANOTTE passata Pierluigi Bersani in persona gli si è avvicinato per fargli i complimenti: «Sergio, ho molto apprezzato il tuo discorso». Sergio è Sergio Lo Giudice, capogruppo Pd in Comune, presidente onorario di Arcigay, ex Ds ortodosso non strettamente d’apparato. Quarantanovenne che per sette mesi ha guidato e tenuto insieme un gruppo Pd con forte componente cattolica, navigando nelle sabbie mobili della laicità, e riuscendo persino a portare a casa il testamento biologico. Potrebbe essere lui il candidato sindaco Pd? Lo hanno pensato in molti lunedì sera, alla direzione di via Rivani, ascoltando i venti minuti di accorato appello di Lo Giudice al Pd e di strenua difesa dei sette mesi di lavoro a Palazzo D’Accursio. (continua…)

Per la scuola e le famiglie

04 mag 09 Categorie: Consiglio comunale, Report 2004-2009, Scuola

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Sono un insegnante, e per me la scuola è un aspetto della mia vita. Come ha scritto una volta Domenico Starnone, “sono salito su questa giostra a cinque anni e non ci sono più sceso”.
A scuola mi occupo di prevenzione del disagio e contrasto al bullismo, specie contro gli adolescenti omosessuali, così ho fatto in modo che anche il Consiglio comunale se ne occupasse promuovendo, per esempio, l’udienza conoscitiva di presentazione del progetto europeo “Schoolmates”.
Ho seguito e condiviso l’attenzione che l’amministrazione comunale ha dato al tema della scuola: 529 posti nido in più dal 2004, col 40% di copertura ( media nazionale 10%; media UE 33%); 103% di copertura della domanda nelle scuole d’infanzia, con il dato unico del 61% di scuole comunali; 50 milioni di euro investiti nel mandato nell’edilizia scolastica.

Ho partecipato – dentro e fuori il Consiglio – alle proteste anti Gelmini. In particolare ho fatto approvare un ordine del giorno di solidarietà a genitori e insegnanti in lotta contro i tagli alle scuole primarie  odg-2008-188-lo-giudice-intimidazioni-contro-la-scuola ed uno contro la proposta della Lega di classi ponte differenziate per bambini stranieri. odg-2008-198-lo-giudice-classi-ponte

Ho partecipato alla costruzione dell’atto di indirizzo sulle famiglie, intervenendo affinché non ci fosse alcuna discriminazione contro le coppie di fatto ma, contemporaneamente, sostenendo le politiche dell’amministrazione comunale nei confronti delle famiglie e della genitorialità.  odg-2008-009-natali-lo-giudice-famiglie
A me le famiglie piacciono, ed anche il matrimonio, tanto che vorrei sposarmi, ma non posso perché una legge ingiusta vieta alle copie dello steso sesso ogni riconoscimento giuridico. Intanto aspetto di raggiungere quell’obiettivo celebrando io stesso matrimoni civili. A questo proposito sono fiero che sia andata in porto una mia proposta: la ripresa tramite web-cam, su richiesta,  dei matrimoni celebrati nella Sala Rossa del Comune e la trasmissione, in diretta su Internet. odg-2007-149-lo-giudice-matrimoni-on-line
È  un modo per permettere a parenti ed amici lontani di partecipare, ed anche di dare un po’ più di lustro ai matrimoni civili ( che a Bologna hanno superato i due terzi del totale). www.comune.bologna.it/matrimoni/index.php

UN PONTE VERSO IL RAZZISMO

21 ott 08 Categorie: Consiglio comunale, Partito Democratico, Scuola


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L’ultima della maggioranza di destra a cui ci ha consegnato il voto degli italiani è quella delle “classi ponte” per stranieri. Un drappello di integralisti (leghisti, ma non solo: ci sono anche i due deputati bolognesi di Forza Italia, Garagnani e Mazzuca)) ha presentato una mozione, poi approvata dalla Camera,  che impegna il governo ad introdurre una sorta di apartheid per bambini e ragazzi stranieri che non superino l’esame di lingua italiana. I malcapitati sarebbero inseriti (per almeno un anno, dopo non si sa) in classi ghetto dove imparare non solo l’italiano, ma anche materie come “rispetto della legge del paese  accogliente”, “rispetto di tradizioni territoriali e regionali del paese accogliente”,  “rispetto per la diversità morale e cultura religiosa del paese accogliente”. Un mio ordine del giorno che chiede al Parlamento e  al Governo di lasciar perdere è stato votato ieri dal Consiglio comunale di Bologna. 20081020_classi_ponte.doc

 

NOTTI BIANCHE

15 ott 08 Categorie: Consiglio comunale, Partito Democratico, Scuola

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Oggi sono stato in giro per scuole. Le scuole elementari (ma anche  medie e superiori) sono  in agitazione per gli orrendi attacchi del governo Berlusconi alla scuola italiana. Anche a Bologna genitori e maestre hanno organizzato per oggi l’iniziativa “Una notte per la scuola pubblica”, già ribattezzata “notte bianca”, con un logo scelto dopo un concorso pubblico con una pizza in premio: un fantasmino bianco (“perché la scuola pubblica non sia ridotta a un fantasma”). Alle Scandellara centinaia di bambini hanno giocato insieme  nel parco, mentre alcuni genitori animavano i giochi e altri guardavano un documentario sul tempo pieno. Alle Tempesta un drappello di genitori (fra cui diverse donne nordafricane) hanno sfilato in  corteo per le strade del rione dietro un fantasma di stracci. Alle Don Marella , dove un enorme paio di fobici di cartapesta ricordava il vero scopo della  cosiddetta “riforma” Gelmini, dopo un corteo i ragazzi organizzavano tornei sportivi e qualcuno si preparava per la notte. Alle Giordani i bambini, dopo avere celebrato i funerali della scuola pubblica, si sono scatenati in un YMCA dei Village People . Alle Zamboni  – Guido Reni, nle cortile di vicolo Bolognetti, c’era l’aperitivo, ma anche tre laboratori didattici, danze e trampolieri. Fra i materiali distribuiti nei vari banchetti, ce n’era uno particolarmente impressionante. C’era scritto:

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.”. Era Piero Calamandrei, ed era il 1950.

SCUOLA BOLOGNA. CONSIGLIO COMUNALE SI SCHIERA CON PROTESTE

06 ott 08 Categorie: Consiglio comunale, Partito Democratico, Scuola

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(DIRE) Bologna, 6 ott. – Nuova presa di posizione del Comune di Bologna in favore delle proteste contro il decreto Gelmini. Dopo la Giunta di Palazzo D’Accursio, per bocca dell’assessore alla Scuola, Milli Virgilio, anche il Consiglio comunale si dichiara solidale con maestre e genitori in lotta nei confronti del ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini. Ed e’ scontro a Palazzo D’Accursio tra la maggioranza di centrosinistra e l’opposizione, che sostiene invece l’operato del deputato bolognese di Forza Italia, Fabio Garagnani, in difesa del decreto legge di riforma della scuola.

Il consigliere comunale del Pd, Sergio Lo Giudice, ha presentato nella seduta di oggi un Ordine del giorno (poi approvato con 18 voti a favore e due contrari) che esprime appunto solidarietà a genitori e docenti e “rifiuta ogni tentativo di spostare la dialettica politica dal terreno del confronto fra posizioni anche radicalmente diverse a quello dell’intimidazione e della provocazione politica”. Il Pd e l’Altra Sinistra (di nuovo uniti, grazie all’opposizione contro il Governo Berlusconi) si scagliano infatti soprattutto contro Garagnani, che venerdì scorso ha contestato sul posto la manifestazione contro il ministro in piazza Malpighi. Il dibattito e’ infuocato, in apertura di Consiglio comunale. “Se chi ricopre responsabilità’ politica, come un parlamentare, va alla manifestazione per cercare il casus belli- attacca Lo Giudice- c’e’ qualcosa che non va. Spostare il confronto dal terreno del confronto politico alle aule di tribunale (Garagnani ha denunciato alla Procura i protagonisti delle occupazioni nelle scuole bolognesi, ndr), significa assistere a un imbarbarimento politico”. Lo Giudice accusa Garagnani di avere dimostrato, con il suo intervento alla manifestazione di venerdì, “un evidente intento di provocazione politica, nel giorno in cui la Procura ha archiviato l’illegittimità delle occupazioni e Garagnani ha annunciato invece un nuovo ricorso”.

Il centrodestra reagisce e attacca per la presenza dei bambini alla manifestazione, giudicato dall’azzurro Lorenzo Tomassini un “pessimo spettacolo”, in particolare vedere i piccoli alunni “con cartelli al collo più grandi di loro”. Ma gli interventi contro Garagnani si moltiplicano e contro il deputato azzurro si scaglia anche Valerio Monteventi, indipendente del Prc, che cavalca il sarcasmo: “Garagnani, alla sera quando va a dormire, conta gli insulti che ha ricevuto. Più ne prende e più va a letto contento”. Il capogruppo di Rifondazione, Roberto Sconciaforni, difende poi i manifestanti, paragonandoli a una “ventata di aria fresca” e a un “raggio di sole, contro questa Banda Bassotti che e’ il Governo”. Garagnani e i suoi, invece, sono “uno sparuto gruppetto di neo-inquisitori- insiste Sconciaforni- che rappresentano una farsa”. Giovanni Mazzanti (Pd) parla di “movimento spontaneo di cittadini di tutte le sensibilità politiche” e si augura che “la mobilitazione forte di questa città” contro la riforma della scuola “si allarghi in modo più capillare”, mentre la collega democratica Maurizia Migliori allarga lo sguardo a livello nazionale. “Non aver accolto da parte del Governo gli emendamenti dell’Anci – sostiene- che fugavano i dubbi sul tempo pieno, ha generato confusione”. Sulle questioni locali, invece, aggiunge: “Se si coinvolgono la magistratura e le forze dell’ordine, si va nella direzione sbagliata. Non sono questi i metodi, e’ difficile dialogare in questo modo”. Il centrodestra, però, non sta a guardare. Il capogruppo di Forza Italia, Daniele Carella, ritiene “giusto chiedere l’intervento della magistratura”, essendo “azioni illegittime” le occupazioni nelle scuole. Tomassini difende invece il decreto Gelmini e il maestro unico, imputando al centrosinistra di aver utilizzato la scuola “come luogo per risolvere la sottoccupazione del comparto”, moltiplicando le cattedre. E il vicepresidente del Consiglio comunale, Paolo Foschini (Fi), incalza: “La riforma fa bene alla scuola e alle famiglie. Ma non si capisce perché chi protesta e’ giustificato, mentre chi manifesta a favore del Governo non ha cittadinanza”. 20081006odg_inasprimento_confronto_politico.doc

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GALE – Educare ai temi dell’orientamento sessuale

23 apr 08 Categorie: Gay, Mondo, Scuola

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Oggi mi sono iscritto a GALE “Global Alliance for Lgbt Education”, una learning community internazionale, dedicata all’educazione ai temi dell’orientamento sessuale. Ci ho trovato persone che ho già incrociato in passato, come lo svedese Anders Birgander che ho conosciuto in un corso di formazione in Finlandia, o Peter Dankmeijer, animatore di questa come di altre reti educative sul campo dell’omosessualità.

GALE sta conducendo una ricerca internazionale per analizzare le strategie e gli interventi educativi sui temi dell’orientamento sessuale nei diversi Paesi. Si può partecipare rispondendo a un questionario ( max 20 minuti) su http://www.lgbt-education.info/en/login

Chi, educatori, insegnanti, formatori, voglia iscriversi alla rete può farlo su www.lgbt-education.info
o contattando la referente per l’Italia di GALE, Margherita Graglia margherita.graglia@fastwebnet.it

Melting Box, Ready, Pd.

28 ott 07 Categorie: Gay, Partito Democratico, Scuola

logo_mb.gifE’ stata una settimana intensa e ricca di prospettive. Lunedì e martedì si è svolto a Torino, all’interno della Fiera dei Diritti e delle Pari Opportunità “ Melting Box” (www.meltingbox.it) il convegno “ Educare alle diversità – Esperienze educative sui temi dell’orientamento sessuale”, aperto da Barbara Pollastrini. La Ministra ha annunciato che è imminente l’insediamento della Commissione per i diritti delle persone Lgbt presso, che io stesso sarò chiamato a presiedere.

Nella stessa giornata si è discusso della creazione di un Osservatorio nazionale sulle discriminazioni, a cui stanno lavorando diverse associazioni (fra cui Arcigay) coordinate dal portavoce italiano dell’Enar Luciano Scagliotti. La mattina del martedì ho coordinato un workshop sulle esperienze internazionali su scuola e omosessualità, durante il quale ho anche presentato i risultati di “Towards an inclusive school”, il progetto a cui ho partecipato fino all’anno scorso con la mia scuola, il Liceo Copernico di Bologna: www.inclusiveschool.org , www.copernico.bo.it/html/tis2006.htm .

bebe.jpg Venerdì sono stato all’apertura di un altro convegno importante: le “Giornate nazionali di Ready”, che ha fatto tanto discutere per l’immagine promozionale scelta (vedi sopra). In effetti la sovrapposizione di due messaggi non coincidenti (uno esplicito, “l’orientamento sessuale non è una scelta” e uno, implicito nell’immagine, “omosessuali si nasce”) ha creato non poca confusione e tante polemiche.

Non mi convince l’ipotesi di un’origine genetica dell’orientamento sessuale che penso sia il risultato di predisposizioni caratteriali e risposte personalissime a quel complesso di stimoli prodotti dall’intreccio di relazioni in cui siamo immersi dalla nascita. Penso che l’identità sessuale sia una costruzione che avviene nel tempo e di cui a un certo punto si raggiunge la consapevolezza. A quel punto sta a noi scegliere non “se” essere omosessuale o meno ma “come” vivere il nostro essere gay o lesbica o etero. Tant’è. Ready è la “Rete degli Enti locali Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere” di cui fa parte anche il Comune di Bologna e che a Firenze è stata rilanciata in modo positivo da una due giorni ricca di contenuti.

milano-pd.JPGInfine, il Pd. Sabato 27 è stato l’atto di nascita del partito democratico. Siamo partiti all’alba da Bologna in pullman. Veltroni ha saputo toccare le corde giuste, trasmettendo la passione di una nuova avventura, ma evitando di toccare i temi etici e limitandosi ad un accenno al tema della laicità. La questione è rimandata, ma ancora per poco: fra i cento eletti nella commissione “Carta dei valori” ci saranno i teodem Paola Binetti e Luigi Bobba, ma anche Andrea Benedino, già portavoce di Gayleft, e il matematico ateo Pierluigi Odifreddi ( “ Perchè non possiamo dirci cristiani”, imperdibile). Un’osservazione: Uòlter, mi fido di te, ma che tu abbia provato a farci canticchiare in cinquemila la canzoncina di Jovanotti mi ha fatto una strana impressione. Va bene la figura forte del leader, ma la condizione necessaria è un senso di partecipazione corresponsabile. Fidiamoci tutti/e di tutti/e, ok?

L’ora di religione incombe sugli scrutini

09 giu 07 Categorie: Scuola

La scuola sta finendo ed è tempo di scrutini. Ma quest’anno la serenità delle operazioni di fine anno è stata turbata da un blitz del cattolicissimo Ministro della Pubblica istruzione Beppe Fioroni. Un omaggio (l’ennesimo) alla Conferenza Episcopale italiana che stavolta ha fatto infuriare mezzo mondo.

 

Manifestazione per la scuola pubblica, Bologna 1999

L’antefatto sta in un’ordinanza ministeriale sullo svolgimento degli esami di Stato, emanata da Fioroni il 15 marzo scorso

(www.pubblica.istruzione.it/normativa/2007/allegati/om26_07.pdf).

All’art. 8 di quel testo il Ministro introduce una novità: per la prima volta all’attribuzione del credito scolastico (il punteggio annuale che contribuisce a determinare il voto finale dell’esame di Stato) partecipano a pieno titolo anche gli insegnanti di religione o di eventuali materie alternative (facoltative, di cui quasi nessuno si avvale). Non solo: l’attribuzione del punteggio dovrà tenere conto dell’interesse e del profitto con cui gli studenti hanno seguito l’ora di religione ( o la materia alternativa).

Come sa bene chiunque abbia passato qualche anno sui banchi di scuola, l’insegnante di religione, mette in genere voti più alti della media, premiando così chi ha scelto di avvalersene. Inoltre, come sa bene chiunque abbia passato qualche anno dietro una cattedra, i docenti di religione, per lo stesso motivo, tendono a tutelare i loro studenti in modo particolare.

Ora, che questa valutazioni siano condivise o meno, rimane il fatto che la composizione del consiglio di classe che deciderà il risultato di alcuni alunni è differente da quella di chi deciderà la sorte di altri, e questo crea una situazione oggettivamente discriminatoria.

Per questo, una serie di associazioni ( Consulte romana e torinese per la laicità delle istituzioni, Federazione Chiese Evangeliche, Tavola Valdese, CIDI, UAAR, Comitato Scuola e Costituzione e molte altre) ha deciso di impugnare l’ordinanza di fronte al TAR del Lazio (www.comune.bologna.it/iperbole/coscost/) che, sorpresa!, blocca l’ordinanza, in quanto “darebbe luogo ad una disparità di trattamento con gli studenti che non seguono né l’insegnamento religioso e né usufruiscono di attività sostitutive” (www.italialaica.it/cgi-bin/news/view.pl?id=007229 ).

Ma Fioroni non si arrende e, croce in resta, fa appello al Consiglio di Stato. A questo punto, il Consiglio decide che si pronuncerà il 12 giugno, cioè quando gli scrutini saranno già finiti, e intanto blocca l’ordinanza del Tar. Risultato: l’ordinanza di Fioroni rimane in vigore, gli scrutini si svolgeranno nell’incertezza e il principio di pari trattamento fra gli studenti rischia di essere messo i discussione da una misura ingiusta ed ideologica.

Da qui l’appello di tante associazioni (www.italialaica.it/cgi-bin/news/view.pl?id=007226 )
condiviso anche dalla Flc della Cgil e che faccio mio:

Chiediamo al Presidente del Consiglio on. Romano Prodi di adoperarsi in tempi rapidissimi affinché impedisca questo grave scempio della laicità della scuola pubblica e vengano ristabiliti lo status quo ante, la legalità e la certezza del diritto, dal momento che il Governo può annullare in sede di autotutela le contestate e discriminatorie innovazioni apportate dall’ O.M. 26/2007.

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