Articoli per ‘Mondo’

SI PARTE!

24 ago 11 Categorie: Gay, Mondo

I confetti sono pronti, le fedi pure, gli abiti blu sono già nell’armadio. Tutto è pronto per il matrimonio fra Sergio Lo Giudice, capogruppo PD al Comune di Bologna e presidente onorario di Arcigay (che ha guidato dal 1998 al 2007) e Michele Giarratano, avvocato e responsabile dello sportello  legale di Arcigay. (continua…)

PEREZ BAUTISTA, FONDAMENTALISTA (CATTOLICO)

18 ago 11 Categorie: Mondo

Ieri a Madrid è stato arrestato uno studente messicano, volontario della Giornata mondiale della Gioventù che si svolge in questi giorni nella capitale spagnola. Josè Perez Bautista preparava un attentato contro la manifestazione di protesta contro la visita di Benedetto XVI, prevista per oggi. (continua…)

OSLO: L’EUROPA E LE SUE RADICI

23 lug 11 Categorie: Gay, Mondo


Nella civilissima Oslo, una bomba sventra il palazzo della VG, a pochi passi dalla Tinghuset dove fra qualche settimana andrò a sposarmi con  Michele. A poche decine di chilometri, 80 ragazzi, giovani  laburisti, vengono massacrati. Tutti pensano subito al terrorismo islamico, ad Al Quaeda , alla jihad. E invece poche ore dopo le autorità norvegesi ti consegnano il ritratto di un ragazzone biondo alto due metri, Anders Behring Breivik, e ti dicono che è un “cristiano fondamentalista”. (continua…)

I DO!

30 giu 11 Categorie: Bologna, Gay, Mondo

Bologna, 30 giugno 2011 -  Il presidente onorario dell’Arcigay e capogruppo del Pd nel consiglio comunale di Bologna Sergio Lo Giudice, 50 anni, sposera’ il suo compagno Michele Giarratano, avvocato 29enne e responsabile dello sportello legale del Cassero di Bologna. I due stanno insieme da 5 anni e mezzo e hanno deciso di convolare a nozze a Oslo. La cerimonia si terra’ il 27 agosto, con gli amici piu’ intimi e i parenti. Testimoni di nozze saranno due donne, un’amica d’infanzia per Lo Giudice e la migliore amica, tra l’altro anche wedding planner, per Giarratano. (continua…)

28 GIUGNO 2011: DUE BUONI PROPOSITI PER VINCERE PRIMA

28 giu 11 Categorie: Gay, Mondo

Il 25 giugno lo Stato di New York ha esteso il matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso. Un’esplosione di gioia e commozione ha attraversato la comunità gay e lesbica di tutto il mondo. A me ha ricordato l’emozione intensa di essere al Pride del 2005 a Madrid, poche settimane dopo la legge sul matrimonio. Due giorni dopo a San Pietroburgo la polizia ha arrestato 14 attivisti Lgbt che avevano tentato di dare vita ad un Pride nella città russa. Due di loro sono stati picchiati, uno dalla polizia , uno da contro-manifestanti omofobi: lo stesso sconcertante scenario in cui mi ero trovato nel 2006 al tentato primo Pride di Mosca. A 42 anni da Stonewall la situazione di gay e lesbiche in questo terribile intricato mondo cambia inesorabilmente, con forti strappi in avanti ma anche forti contraccolpi, come ci aveva ammonito l’assassinio di David Kato in Uganda in apertura del nuovo anno.

 

Anche qui da noi grande è la confusione sotto il cielo. La prima benedizione di una coppia gay in una chiesa valdese si guarda a distanza con l’ennesima pregiudiziale di incostituzionalità presentata alla camera contro la legge sull’omofobia da integralisti cattolici, atei devoti e papponi in cerca di assoluzioni su questa terra. Gay e lesbiche vengono ricevuti dalle più alte cariche dello Stato mentre nella maggior parte delle scuole del paese gli adolescenti omosessuali vivono la stessa sensazione di essere gli unici al mondo delle generazioni precedenti.

 

Nel 2011 l’Italia è stata scossa da mobilitazioni di piazza che hanno mostrato che sotto quel sarcofago di cemento che sembrava diventata l’Italia berlusconiana ci sono forme di vita reattive e pronte a riprendersi la terra. Le folle di cittadini che hanno fatto la fila per le primarie del centrosinistra, la marea di studenti e insegnanti scesi in piazza per la scuola pubblica, i fiumi di donne ( e uomini) scesi nelle piazze di tutta Italia il 13 febbraio, e poi le vittorie del centrosinistra a Torino e Bologna, a Napoli e Milano, e la sorprendente vittoria degli italiani ai referendum….

 

Fra tutti questi eventi, ce n’è uno che ha fatto parlare di sé per qualche giorno e poi basta. Nonostante si sia trattato della più grande manifestazione per i diritti civili avvenuta in Italia forse da sempre, sicuramente il più partecipato corteo Lgbt , più del World Pride del 2000. Il tema di questi giorni (questi, non altri, dopo sarà troppo tardi) è come non disperdere questo risultato, come evitare che, come accadde nel 2000, quel successo si disperda fra guerre intestine e occasioni mancate.

Allora, per celebrare nella maniera più utile il nostro anniversario, metto in fila due propositi per vincere prima (prima o poi va da sé che vinceremo, ma mi piacerebbe esserci):

1.Costruire il soggetto unitario del movimento Lgbt italiano. Una federazione rappresentativa della complessità della nostra comunità, che sappia creare le sintesi necessarie per parlare con una voce sola.

2.Dare vita ad una campagna mirata ed unitaria per l’estensione del matrimonio alle coppie gay e lesbiche. Un obiettivo che può non essere il principale per la vita molti e molte, ma che politicamente è quello che può dare più forza ad un movimento che parli in modo chiaro, forte e soprattutto intonato.

Noi siamo il movimento Lgbt. Noi chiediamo la piena uguaglianza. Se riusciremo a comunicare con l’autorevolezza necessaria e con la forza adeguata questi due semplici concetti (cosa c’è in fondo di più semplice della nostra richiesta di essere trattati alla stregua degli altri?) avremo fatto gran parte del lavoro. Buon 28 giugno.

 

NEW YORK DICE: I DO!

25 giu 11 Categorie: Gay, Mondo

4 SÌ

05 giu 11 Categorie: Mondo

02 giu 11 Categorie: Mondo, Partito Democratico, Varie

AUTODETERMINAZIONE: NO ALLA LEGGE CONTRO IL TESTAMENTO BIOLOGICO

22 feb 11 Categorie: Mondo

autodeterminazione

Ho firmato l’appello promosso da Stefano Rodotà ed altri cento giuristi contro l’approvazione della legge contro il testamento biologico. Ecco l’introduzione all’appello (il testo completo si trova su http://autodeterminazione.nobavaglio.it/index.php dove è possibile sottoscriverlo).

Autodeterminazione No all’espropriazione del diritto a governare liberamente la propria vita. No alla cancellazione del diritto fondamentale all’autodeterminazione. La Camera dei deputati sta discutendo una legge sulle disposizioni riguardanti la fine della vita che va proprio in questa direzione. Ma il legislatore non puo’ impadronirsi della vita delle persone, negando loro la dignità nel vivere e nel morire. Lo dice esplicitamente l’articolo 32 della Costituzione: la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana

Gilda Ferrando, Alessandro Pace, Pietro Rescigno, Stefano Rodota’

27 GENNAIO DI LOTTA E DI MEMORIA

26 gen 11 Categorie: Bologna, Gay, Mondo

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Domani, 27 gennaio, è il Giorno della Memoria: per non dimenticare la Shoah, per non ripetere quegli errori. Fra le iniziative in programma, come ogni anno, ci sarà la deposizione di una corona preso il triangolo di marmo rosa che ricorda le vittime omosessuali del nazifascismo (9.15 del mattino, giardini di Villa Cassarini, di fronte allo storico Cassero di porta Saragozza).

Domani, 27 gennaio, è anche il giorno della manifestazione regionale della Fiom – Cgil, per fare sentire la voce dei lavoratori di fronte a chi vuole imporre un modello di relazioni sindacali  che riduce diritti fondamentali.

Ci sarà forse un ingorgo di iniziative fra piazza Maggiore e il Sacrario ai Caduti, ma questa coincidenza mette in luce una consonanza profonda fra due appuntamenti pur così diversi fra loro. La storia dell’uomo – sembrano dire entrambi gli eventi – non è un percorso lineare verso il sol dell’avvenire, ma neanche una faticosa salita in cui raggiunto un gradino quel che resta è di affrontare quello successivo. Il principio della dignità delle persone,  il riconoscimento e la tutela dei loro diritti non sono obiettivi che si raggiungono una volta per sempre, ma territori aperti, attaccabili ed espugnabili. Le immagini delle coppie gay che danzavano liete nei cabaret della Germania di Weimar, per la prima volta nella storia ma pochi anni prima della deportazione nei lager, ci parlano della precarietà della giustizia nel mondo. In altro modo, l’abbandono in giro per l’Europa di diritti sociali conquistati in due secoli di lotte ci ripete che i diritti acquisiti non lo sono per sempre e che il terreno della libertà delle persone, della loro autodeterminazione , della ricerca della felicità va coltivato ogni giorno.

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