Articoli per ‘Gay’

ASSOCIAZIONI LGBT SFRATTATE DA PORTA SANTO STEFANO: PERCHÈ ?

31 mar 11 Categorie: Bologna, Gay

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Lo sfratto dal cassero di Porta Santo Stefano delle associazioni  Donne  di Mondo, Eccentrica e Lo  Spazio, firmatarie della convenzione del 2008, è una scelta che non si comprende.

La convenzione firmata dal Quartiere Santo Stefano  riconosceva il lavoro svolto da quelle associazioni, presenti già da diversi anni in quello spazio, sui temi della promozione dei diritti umani e, in specifico, sulla riflessione sulle identità sessuali e di genere. (continua…)

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10 mar 11 Categorie: Gay, Varie

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27 GENNAIO DI LOTTA E DI MEMORIA

26 gen 11 Categorie: Bologna, Gay, Mondo

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Domani, 27 gennaio, è il Giorno della Memoria: per non dimenticare la Shoah, per non ripetere quegli errori. Fra le iniziative in programma, come ogni anno, ci sarà la deposizione di una corona preso il triangolo di marmo rosa che ricorda le vittime omosessuali del nazifascismo (9.15 del mattino, giardini di Villa Cassarini, di fronte allo storico Cassero di porta Saragozza).

Domani, 27 gennaio, è anche il giorno della manifestazione regionale della Fiom – Cgil, per fare sentire la voce dei lavoratori di fronte a chi vuole imporre un modello di relazioni sindacali  che riduce diritti fondamentali.

Ci sarà forse un ingorgo di iniziative fra piazza Maggiore e il Sacrario ai Caduti, ma questa coincidenza mette in luce una consonanza profonda fra due appuntamenti pur così diversi fra loro. La storia dell’uomo – sembrano dire entrambi gli eventi – non è un percorso lineare verso il sol dell’avvenire, ma neanche una faticosa salita in cui raggiunto un gradino quel che resta è di affrontare quello successivo. Il principio della dignità delle persone,  il riconoscimento e la tutela dei loro diritti non sono obiettivi che si raggiungono una volta per sempre, ma territori aperti, attaccabili ed espugnabili. Le immagini delle coppie gay che danzavano liete nei cabaret della Germania di Weimar, per la prima volta nella storia ma pochi anni prima della deportazione nei lager, ci parlano della precarietà della giustizia nel mondo. In altro modo, l’abbandono in giro per l’Europa di diritti sociali conquistati in due secoli di lotte ci ripete che i diritti acquisiti non lo sono per sempre e che il terreno della libertà delle persone, della loro autodeterminazione , della ricerca della felicità va coltivato ogni giorno.

CORTE COSTITUZIONALE: SI’ ALL’UGUAGLIANZA DELLE FAMIGLIE

13 gen 11 Categorie: Bologna, Gay, Partito Democratico

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Oggi, grazie alla Corte Costituzionale, lo Stato di diritto ha battuto Berlusconi per 2 a 0.

Nel giorno dello stop alla legge sul legittimo impedimento, la Consulta ha detto no al ricorso del Governo contro la Regione Emilia Romagna  che, con la Finanziaria 2010, ha garantito parità di accesso ai servizi a  tutte le famiglie, senza distinzione di status giuridico o di orientamento sessuale.

E’  un bel giorno per chi crede nella democrazia come promozione della libertà di scegliere liberamente il proprio progetto di vita e le forme da dare al proprio amore.

ER) REGIONE. DICO, CORTE COSTITUZIONALE RIGETTA RICORSO GOVERNO  CONTRO ART.48 FINANZIARIA REGIONALE SU PARI ACCESSO A SERVIZI

(DIRE) Bologna, 13 gen. – La Consulta “assolve” i cosiddetti  “Dico all’emiliana”. La Corte costituzionale ha infatti rigettato  il ricorso del Governo contro l’articolo 48 della finanziaria  regionale. Lo fa sapere la Regione Emilia-Romagna in una nota in  cui precisa che “la Corte costituzionale, rigettando il ricorso  del Governo contro l’articolo 48 della finanziaria regionale del  2009, ha avallato la correttezza della norma regionale che  garantisce l’accesso ai servizi pubblici a tutte le persone senza  disparita’ di trattamento ne’ discriminazioni”.

Secondo la Consulta, come spiega il comunicato della giunta  Errani, “la Regione Emilia-Romagna non ha invaso alcuna  competenza esclusiva dello Stato, ne’ tentato di definire una  nuova disciplina delle forme di convivenza diverse dal  matrimonio, ma solo richiamato principi di uguaglianza e di non  discriminazione peraltro gia’ previsti dalla Costituzione e dai  Trattati europei”.

Il ricorso del Governo contro la norma regionale era stato  presentato nel febbraio 2010.

ASK, TELL! OBAMA E I GAY NELL’ESERCITO: UN PASSO CRUCIALE NELLA LOTTA PER I DIRITTI CIVILI

19 dic 10 Categorie: Gay, Mondo, Partito Democratico

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Come mlioni di cittadini del mondo iscritti alla sua mailing list, ho ricevuto oggi questa lettera di Barack Obama in cui il presidente USA rivendica come una tappa cruciale nella lotta per i diriti civili  la storica decisione del Senato di abolire la norma definita “Don’t Ask, Don’t Tell” che consentiva a gay e lesbiche l’accesso alle forze armate solo  a condizione che tenessero segreto il loro orientamento sessuale.

Nella mail  Obama sottolinea il contributo fondamentale di un’azione diffusa di lobbyng che ha investito le rubriche di lettere dei giornali e  le caselle di posta elettronica dei parlamentari. Questo ricorda a tutti noi l’importanza di una mobilitazione sociale organizzata, capillare ad articolata intorno ad una campagna civile e la necessità di mostrare a chi dovrà assumere le decisioni la presenza di un fronte di opinione pubblica attento a verificare l’atteggiamento di ogni eletto.

Obama invita tutti ad aderire ad una lettera collettiva di ringraziamento. Credo che sarebbe bello che anche molti italiani si unissero a questa richiesta.

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Sergio –

Hours ago, the Senate voted to end “Don’t Ask, Don’t Tell.”

When that bill reaches my desk, I will sign it, and this discriminatory law will be repealed.

Gay and lesbian service members — brave Americans who enable our freedoms — will no longer have to hide who they are.

The fight for civil rights, a struggle that continues, will no longer include this one.

This victory belongs to you. Without your commitment, the promise I made as a candidate would have remained just that.

Instead, you helped prove again that no one should underestimate this movement. Every phone call to a senator on the fence, every letter to the editor in a local paper, and every message in a congressional inbox makes it clear to those who would stand in the way of justice: We will not quit.

This victory also belongs to Senator Harry Reid, Speaker Nancy Pelosi, and our many allies in Congress who refused to let politics get in the way of what was right.

Like you, they never gave up, and I want them to know how grateful we are for that commitment.

Will you join me in thanking them by adding your name to Organizing for America’s letter?

I will make sure these messages are delivered — you can also add a comment about what the repeal of “Don’t Ask, Don’t Tell” means to you.

As Commander in Chief, I fought to repeal “Don’t Ask, Don’t Tell” because it weakens our national security and military readiness. It violates the fundamental American principles of equality and fairness.

But this victory is also personal.

I will never know what it feels like to be discriminated against because of my sexual orientation.

But I know my story would not be possible without the sacrifice and struggle of those who came before me — many I will never meet, and can never thank.

I know this repeal is a crucial step for civil rights, and that it strengthens our military and national security. I know it is the right thing to do.

But the rightness of our cause does not guarantee success, and today, celebration of this historic step forward is tempered by the defeat of another — the DREAM Act. I am incredibly disappointed that a minority of senators refused to move forward on this important, commonsense reform that most Americans understand is the right thing for our country. On this issue, our work must continue.

Today, I’m proud that we took these fights on.

Please join me in thanking those in Congress who helped make “Don’t Ask, Don’t Tell” repeal possible:

http://my.barackobama.com/Repealed

Thank you,

Barack

5X1000: IL DOPPIO INGANNO DEL GOVERNO

23 nov 10 Categorie: Gay, Varie

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La Legge di stabilità approvata dalla Camera darà un colpo non piccolo alla vita dell’associazionismo. Il fondo che prevede la copertura del versamento del  5×1000 del prelievo fiscale ad associazioni, fondazioni, Comuni ed enti di ricerca subirà un taglio del 75%, e crollerà da 400 a 100 milioni di euro.

Nell’ottica di un’opposizione ferma ma costruttiva al governo di mr.B, rilancerei umilmente una piccola proposta con copertura abbondante di spesa. Perché il governo non si decide finalmente ad assegnare alle confessioni religiose accreditate solo la quota dell’8×1000 liberamente versata dai contribuenti e a destinare alle misure anti crisi (e magari anche a salvaguardare il ben più misero fondo del 5×1000) le quote non espresse? Si tratta della bella cifra di 550 milioni di euro, che oggi vengono ripartite contro la volontà di quella parte di contribuenti ( (il 58% del totale) che non indica nessun destinatario di quella quota. Perché non si rispetta, in entrambi i casi, la volontà di quei cittadini che pagano le tasse e che si vedranno  ingannati per ben due volte, sul 5×1000 assegnato e sull’8×1000 non assegnato?

MEGLIO GAY

06 nov 10 Categorie: Gay

Meglio gay, lo prediligo a un magnaccia di ottant’anni.

Meglio gay che un don Rodrigo che si crede don Giovanni.

Meglio vivere da onesto  rispettabile busone

che distorcere la legge per sfuggire alla prigione.

Meglio frocio che fascista, meglio gay che piduista.

Meglio checca che piazzista, meglio trans che camorrista.

Meglio lesbiche felici con famiglie arcobaleno

che pompar con artifici nell’arnese ormai allo stremo.

Meglio  sodomita o cupio che una cricca di imbroglioni.

Soprattutto, senza dubbio,  meglio gay che Berlusconi.

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FRATTINI LANCIA LA CROCIATA CONTRO GLI ATEI

28 ott 10 Categorie: Gay, Mondo

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Ho scritto, su sollecitazione dell’Uaar che ha diffuso la notizia, questa mail al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per denunciare le gravissime affermazioni contenute in un articolo apparso il 22 ottobre sull’Osservatore Romano.

www.esteri.gov.it/MAE/IT/Sala_Stampa/ArchivioNotizie/Interviste/2010/10/20101022_FrattiniMedioOriente.htm?LANG=IT

Chi vuole può fare lo stesso sul sito della Presidenza della Repubblica

https://servizi.quirinale.it/webmail/missiva.asp?msg=1&t=10%2F26%2F2010+4%3A03%3A28+PM


Stimatissimo Presidente,

Il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha scritto queste parole sull’Osservatore Romano del 22 ottobre scorso: “I cristiani dovranno ricercare con i musulmani un’intesa su come contrastare quegli aspetti che, al pari dell’estremismo, minacciano la società. Mi riferisco all’ateismo, al materialismo e al relativismo. Cristiani, musulmani ed ebrei possono lavorare per raggiungere questo comune obiettivo. Credo che occorra un nuovo umanesimo per contrastare questi fenomeni perversi.”.

In quanto persona non credente mi sono sentito non solo offeso, ma minacciato da queste parole. Devo sentirmi io, in quanto materialista o relativista, espressione di un fenomeno perverso contro cui il Governo del mio Paese chiama  a crociata le tre religioni monoteiste?

Mi rivolgo a Lei in quanto alto garante dei valori costituzionali affinché possa aiutarmi a tutelare la mia dignità e la mia serenità di cittadino italiano le cui convinzioni filosofiche e morali sono tutelate dalla Costituzione italiana contro l’attacco incosciente e violento mosso dal Ministro degli Esteri italiano nei confronti di una parte rilevante della popolazione italiane a mondiale.

Con stima e riconoscenza per il Suo lavoro

prof. Sergio Lo Giudice

LA CEDU CONDANNA MOSCA PER I NO AL GAY PRIDE

21 ott 10 Categorie: Gay, Mondo

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Integralisti ortodossi presidiano Aleksandrovskij Sad per impedire la manifestazione gay


La Corte Europea per i Diritti Umani di Strasburgo ha condannato  la Russia a una multa per avere vietato lo svolgimento di Gay Pride a  Mosca, violando così un diritto fondamentale. Il governo russo dovrà versare 29.000 euro di danni e spese legali a Nikolaj Alexeyev, il leader gay che da anni tenta invano di organizzare la sfilata nella capitale russa e per questo ha dovuto subire numerosi arresti.

Il 27 maggio 2006 ero presente a Mosca, con una delegazione di Arcigay , per quello che avrebbe dovuto essere il primo Pride russo. In quella occasione Nikolaj fu arrestato per la prima volta, la manifestazione impedita, molti dei partecipanti picchiati. Ecco un mio resoconto di quella giornata apparso su l’Unità qualche giorno dopo. Sperando che sia la descrizione di una prepotenza di Stato che la sentenza di oggi consegna al passato.

l’Unità , 6 giugno 2006

“HO VISTO LA GUERRIGLIA CONTRO LA LIBERTÀ”

Centinaia di fanatici si aggirano per la piazza lanciando slogan contro i “sodomiti”…
di Sergio Lo Giudice
Una pioggia torrenziale. Il cielo di Mosca ha fornito la scenografia più adatta a celebrare la vittoria della violenza sul diritto, in quel pomeriggio del 27 maggio che avrebbe dovuto ospitare il primo Gay Pride della storia russa. Dopo due giorni di tensione per le aggressioni avvenute, ma anche di fiera determinazione, la prima Conferenza Internazionale contro l’Omofobia si era appena conclusa. Davanti alle telecamere di tutto il mondo, il giovane leader gay Nikolaj Alekseiev aveva annunciato la decisione finale: la sfilata sarebbe stata sostituita da una deposizione di fiori alla Tomba del Milite Ignoto, simbolo della lotta contro il nazifascismo posta in Aleksandrovskij Sad, i Giardini Alessandro. Da lì, percorrendo per un breve tratto la centralissima Tverskaya, ci si sarebbe spostati di fronte al palazzo del Comune per un presidio. Io e Renato Sabbadini arriviamo puntuali nel luogo fissato. La polizia è schierata in forze. Un cordone di Omon, gli speciali corpi antisommossa, blocca l’accesso alla Tomba. Centinaia di fanatici si aggirano per la piazza lanciando slogan contro i “sodomiti”. Gruppi di ortodossi integralisti, uomini in abiti tradizionali e lunghe barbe accanto ad anziane beghine, cantano inni religiosi esponendo icone sacre. Nugoli di cameraman riprendono ogni scena. Nikolaj non c’è già più. Al suo arrivo è stato circondato dai giornalisti, aggredito dai fascisti ed arrestato dalla polizia: uno schema che si ripeterà più volte. I gay russi sono pochi, sparsi fra la folla. Gli organizzatori sono stati portati via e i piani sono saltati. Ci ricongiungiamo agli attivisti delle delegazioni straniere. C’è Kurt Krickler, leader gay viennese, che più tardi sarà preso a pugni dai fascisti, l’inglese Robert Wintemute, il francese Pierre Serne ed altri. Insieme decidiamo di risalire la Tverskaya fino al luogo del presidio. I fascisti hanno la stessa idea. Così, sparsi fra i nostri nemici, percorriamo quei mille passi che avrebbero dovuto segnare per la prima volta l’orgoglio gay in terra di Russia e invece perpetuano ancora una volta l’antica piaga del silenzio. Un percorso triste, segnato dall’impotenza. Noi, venuti a portare il sostegno ad una battaglia per i diritti, siamo trasformati in muti osservatori internazionali di una guerriglia contro la libertà. Di fronte al Comune la scena è simile. Fra i canti dei fanatici religiosi e i saluti romani dei fascisti ci portiamo sulla gradinata sotto l’imponente statua di Iuriy Dolgorukii. Se arrivassero un po’ di russi si potrebbero tirare fuori le bandiere arcobaleno, dare vita per qualche minuto ad una dimostrazione. Ma è il pensiero di un istante. Subito arriva sulla scalinata un corteo di nazionalisti guidati da un uomo in doppiopetto gessato. È il deputato di destra Nicolaj Kurianovich, che inizia ad incitare la folla a ripulire la Russia dai “sodomiti”. A farne le spese per prima è la storica attivista lesbica Evgenya Debryanskaya che non fa in tempo a raggiungere la piazza prima di essere aggredita dai fascisti e, secondo copione, arrestata dalla polizia. La pioggia non accenna a smettere. Pierre Serne e il giovane Maxence de Barros vengono intervistati da una tv francese e subito aggrediti. È uno dei momenti più drammatici: loro scappano via, la folla si ricompatta nell’inseguimento. Noi li perdiamo di vista. Solo più tardi sapremo che sono riusciti ad infilarsi in un bar e a cavarsela con qualche livido. L’atmosfera è molto triste, ma un seme è stato gettato. Per quanto pochi, gay e lesbiche in piazza quel giorno ce n’erano. La Stonewall russa ha il nome di Aleksandrovskij Sad.

nikolaj

L’arresto di Nikolaj Alexeyev

FRIENDLY ANGELA

14 ott 10 Categorie: Gay, Mondo, Partito Democratico

lebenspartnerschaft

Il governo di centrodestra guidato dalla  cattolica Angela Merkel ha aggiunto un ulteriore tassello alla parificazione delle coppie dello stesso sesso in Germania. Già dal 2001 la legge tedesca sulle Lebenspartnerschaft equiparava giuridicamente le coppie gay e lesbiche unite dal nuovo istituto alle coppie sposate ( il vice premier Guido Westerwelle si è unito al suo compagno nel settembre scorso), ma non prevedeva la piena equiparazione a livello economico.

Ieri il governo tedesco ha licenziato un progetto di legge che riconosce contributi sanitari, pensioni di reversibilità e assegni familiari ai dipendenti statali uniti in una convivenza registrata .

Mi chiedo: i binetti di casa nostra che si agitano anche solo a sentire parlare di riconoscimento anagrafico delle coppie gay, dove si collocherebbero in Germania, nell’NPD?

http://www.queer.de/detail.php?article_id=12904

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