Articoli pubblicati in dicembre 2008
PD, QUESTIONE MORALE E CODICE ETICO
Luciano D’Alfonso,sindaco di Pescara, PD, è stato arrestato ieri sera. Giorgio Nugnes, assessore al Comune di Napoli, PD, si è ucciso perché era sul punto di essere indagato per corruzione. Altri amministratori del Pd sono sotto inchiesta a Firenze, oltre che a Napoli e a Pescara. Ieri il centrosinistra ha perso le regionali in Abruzzo perché il presidente uscente della Regione, Ottaviano del Turco, era finito in carcere per tangenti sulla sanità. Riccardo Villari, senatore PD, si è venduto a Berlusconi per una poltrona su cui presumibilmente non riuscirà a sedere per più di qualche mese.
Che l’Italia sia un paese di destra per cui per scalzare il semi-regime berlusconiano occorre guardare anche al centro e stabilire un’alleanza (un compromesso storico, avrebbe detto Berlinguer) con ceti (sociali e politici) moderati è un punto su cui si può discutere. Quello su cui non si può discutere è che siccome l’Italia è (com’è) un paese abitato da una gran massa di persone senza il senso del bene comune, evasori fiscali reali o potenziali, scambisti di voti, abusivi per necessità e furbastri per virtù, si possa chiudere un occhio e imbarcare un po’ di malfattori e i loro pacchetti di voti. (continua…)
PERCHÉ HO SCELTO DELBONO
(Flavio Delbono all’incontro con 3D sui temi lgbt)
Alcuni anni fa, alla vigilia delle elezioni politiche, un ex ministro democristiano, cattolico adulto e libero, assunse pubblicamente l’impegno per una legge sulle coppie di fatto, anche dello stesso sesso. Qualche mese dopo, un ex segretario del Partito radicale negò la sua firma su quell’impegno, affossando uno storico appuntamento.
Qualcuno mi ha chiesto come mai io, che della laicità delle istituzioni ho fatto un impegno di vita, ho scelto di sostenere un cattolico, Flavio Delbono, alle primarie del Pd per la scelta del candidato sindaco di Bologna. Allora non ho potuto non pensare a quella vicenda dei Pacs, con Prodi e Rutelli protagonisti a ruoli invertiti. (continua…)
Un buon giorno
(foto di Maurizio Cecconi)
Ieri è stato un buon giorno. La mia mozione per la depenalizzazione universale dell’omosessualità è stata approvata all’unanimità dal Consiglio comunale e da quello provinciale di Bologna. La fiaccolata in piazza Nettuno è andata benissimo e la sera – nella splendida location della Cappella Farnese di Palazzo D’Accursio – c’è stata una proiezione partecipata ( e anche commovente) dell’ultimo lavoro dell’Agedo, il video documentario “Due volte genitori”. Una di quelle sere in cui vai a letto esausto ma con l’idea di avere dato un senso alla tua giornata. rassegna-gay-onu-vaticano-bo-dic-08.zip
Bologna: per la depenalizzazione dell’omosessualità
Martedì 9 dicembre il Consiglio comunale di Bologna discuterà il mio ordine del giorno di sostegno alla proposta di depenalizzazione universale dell’omosessualità presso l’Onu. Ecco il testo:
IL CONSIGLIO COMUNALE DI BOLOGNA
PREMESSO CHE
Ottantasei paesi nel mondo hanno leggi che puniscono gli atti sessuali con persone del proprio sesso. In particolare, in Mauritania, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Yemen, Sudan, Iran e Nigeria la pena prevista è la morte. In India, Pakistan, Birmania, Guyana, Sierra Leone, Uganda, Tanzania, Bangladesh e Barbados, gli atti omosessuali sono puniti con l’ergastolo.
Un recente esempio di questa situazione di forte violazione dei diritti umani fondamentali proviene dall’Iran, dove il 19 luglio 2005 Mahmoud Asgari e Ayaz Marhoni, di 16 e 18 anni, sono stati pubblicamente impiccati nella piazza Edalat a Mashhad, in Iran, con l’accusa di aver consumato un rapporto omosessuale consensuale, e il 28 gennaio 2008 altri due giovani, Hamzeh Chavi e Longman Hamzehpour, di 18 e 19 anni, sono stati arrestati per lo stesso motivo e rischiano la stessa sorte.
Il governo francese, presidente di turno dell’Unione Europea, ha presentato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, attraverso il Sottosegretario per i diritti umani Rama Yade, una proposta per la depenalizzazione universale dell’omosessualità che chiede agli Stati del mondo una moratoria delle pene;
TENUTO CONTO CHE
L’articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”;
La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea del 2000 all’articolo 1 recita: “La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata”. E all’articolo 21 ribadisce: “E’ vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali”;
Il 17 maggio del
SOSTIENE
l’iniziativa dell’Italia di aderire alla proposta di depenalizzazione universale dell’omosessualità presso l’Onu, presentata dalla presidenza di turno francese dell’Unione Europea, e accolta da tutti gli altri Paesi dell’Unione Europea.
Il Vaticano e la strage dei sodomiti
Il Vaticano si oppone alla depenalizzazione dell’omosessualità chiesta dal governo francese ed altri 27 governi (fra cui quello italiano) all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Ho scritto un pezzo su questa sconcertante vicenda per Aprile on line www.aprileonline.info/notizia.php?id=10133
Vaticano, ovvero cristiana disumanità
Un governo di destra come quello francese di Sarkozy ha preso l’iniziativa di avanzare all’Onu una proposta per la depenalizzazione universale dell’omosessualità. La Santa Sede la boccia per ragioni politiche, non paga di una storia costellata da roghi e persecuzioni di “sodomiti” che continua anche oggi in tantissimi paesi del mondo, dall’Iran alla Mauritania
In Iran sono impiccati sulla pubblica piazza. È questa, con ogni probabilità, la sorte che toccherà ad Hamzeh Chavi e Loghman Hamzehpour, 18 e 19 anni, arrestati il 28 gennaio con l’accusa di “lavat”, sodomia. Lo scorso anno le foto di due loro coetanei appesi per il collo perché gay hanno fatto il giro del mondo. In Mauritania, due uomini adulti che commettano sodomia sono uccisi tramite lapidazione, come recita l’art. 308 del Codice penale del 1984. In Nigeria un omosessuale può cavarsela con quattordici anni di prigione, ma non se vive in uno dei 14 Stati del nord in cui è in vigore la legge islamica, che prevede la morte per lapidazione, come anche in Arabia Saudita, Yemen, Emirati Arabi Uniti, Sudan. In altri 79 Stati l’omosessualità è illegale e comporta lunghe carcerazioni o addirittura l’ergastolo. In altri 7 paesi
Di fronte a tale orrore, un governo di destra come quello francese aveva preso l’iniziativa ed annunciato una proposta per la depenalizzazione universale dell’omosessualità. Nei giorni scorsi la ministra francese per i Diritti Umani, Rama Yade, ha formalizzato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite la richiesta, che aveva registrato anche il consenso del ministro italiano alle Pari Opportunità Mara Carfagna (“sono pronta a sollecitare il nostro ambasciatore italiano presso le Nazioni Unite perché si faccia portavoce della richiesta di depenalizzazione universale dell’omosessualità” aveva dichiarato in giugno).
Arriva quindi come una doccia fredda la presa di posizione di monsignor Celestino Migliore, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, che ha annunciato l’opposizione vaticana alla proposta francese. Non pago di una storia costellata da persecuzioni e roghi contro i “sodomiti” (a cui nessun papa ha mai chiesto scusa) il Vaticano continua a perorare la criminalizzazione dei comportamenti omosessuali. Perché?
Sospendendo ogni argomentazione sulla sessuofobia di una casta celibe che basa il suo ruolo sulla negazione della propria sessualità (spesso della propria omosessualità), c’è una motivazione più ottusamente politica dietro queste posizioni. Le dichiarazioni di oggi riprendono, ad un livello di crudeltà inaudito, la teoria del piano inclinato che è il leit motiv di Oltretevere quando si parla di diritti di gay e lesbiche: se si riconosce un qualche minimo diritto a gay e lesbiche, si finirà inesorabilmente per delegittimare chi non sia disposto a riconoscere la piena dignità alle persone omosessuali e alle loro unioni. Se l’argomento, applicato alle richieste nostrane di una legge contro l’omofobia, poteva sembrare poco misericordioso, appare davvero disumano se riferito al fenomeno tanto brutale quanto esteso dell’uccisione o della carcerazione di uomini e donne solo perché amano una persona dello stesso sesso. A questo punto il Vaticano, com’è accaduto in casi analoghi, cercherà di fare asse con i paesi islamici per bloccare l’iniziativa francese: sarà interessante vedere quanto queste posizioni peseranno sul comportamento dell’Italia. Rimane l’amara consapevolezza che un giorno il Vaticano sarà costretto a giustificare imbarazzato questi atti, come accade in questi mesi di fronte al silenzio di Pio XII di fronte al genocidio degli ebrei.








