E SPUNTA L’OUTSIDER: IL CAPOGRUPPO LO GIUDICE

06 feb 10 Categorie: Consiglio comunale, Gay, Partito Democratico

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Bersani ha molto apprezzato il suo intervento e gli ha fatto i complimenti. Lui si schermisce: “Non credo ci sia questa ipotesi”

La Repubblica Bologna, 3 febbraio 2010

SILVIA BIGNAMI

A MEZZANOTTE passata Pierluigi Bersani in persona gli si è avvicinato per fargli i complimenti: «Sergio, ho molto apprezzato il tuo discorso». Sergio è Sergio Lo Giudice, capogruppo Pd in Comune, presidente onorario di Arcigay, ex Ds ortodosso non strettamente d’apparato. Quarantanovenne che per sette mesi ha guidato e tenuto insieme un gruppo Pd con forte componente cattolica, navigando nelle sabbie mobili della laicità, e riuscendo persino a portare a casa il testamento biologico.

Potrebbe essere lui il candidato sindaco Pd? Lo hanno pensato in molti lunedì sera, alla direzione di via Rivani, ascoltando i venti minuti di accorato appello di Lo Giudice al Pd e di strenua difesa dei sette mesi di lavoro a Palazzo D’Accursio. Voci della base. Colpi di gomito. Occhiate. «Perché non Sergio, che alle sue spalle ha la folta comunità omosessuale, che è riuscito a dialogare con l’area cattolica e a convivere con un sindaco, Delbono, particolarmente caro alla Curia?». Un passaparola arrivato in un lampo fino all’orecchio del segretario regionale Stefano Bonaccini, che non ha bocciato l’ipotesi. Ma che anzi, ha espresso apprezzamento e stima per il capogruppo Pd.

Lui, Lo Giudice, si schermisce: «Io candidato? Si dicono molte cose, ma io non credo affatto ci sia questa ipotesi». Che il suo discorso sia piaciuto però lo sa bene. In molti glielo hanno detto. E’ piaciuta la freschezza del richiamo a gestire lo smarrimento della base «con sincerità e trasparenza», consapevoli «che siamo un partito di persone per bene, e che non accettiamo ci siano macchie sul nostro comportamento». E’ piaciuto il realismo di non dare per scontate le primarie, «perché il gruppo dirigente in un momento di crisi deve sapersi anche assumere la responsabilità di fare una scelta». Ed è piaciuta la fierezza di rivendicare il lavoro svolto in trincea sui banchi del consiglio, e l’orgoglio di non sentirsi sconfitti «perché se siamo qui non è perché abbiamo perso le elezioni, né perché abbiamo governato male». Parole di cuore e di testa che hanno colpito Bersani, spesso sorpreso ad annuire. E che hanno scaldato animi raffreddati dalle troppe delusioni. In fondo, Lo Giudice è più giovane di Luciano Sita. Meno strutturato di Duccio Campagnoli. E possiede un suo bacino di voti - nel 2009 arrivò sesto nel gruppo Pd con 622 preferenze - come Maurizio Cevenini. E’ un ex Ds come Claudio Merighi, senza essere un colonnello di ferro. Infine, è un esponente di spicco della comunità gay, come Nichi Vendola. Un paragone che, in caso di primarie, può solo portargli fortuna.

BOLOGNA, PRIMA DI TUTTO.

05 feb 10 Categorie: Consiglio comunale, Partito Democratico

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IL REPORT DEI SETTE MESI DI MANDATO DEL GRUPPO PD NEL COMUNE DI BOLOGNA

Scarica il flyer  bologna-prima-di-tutto

Il mandato iniziato nel 2009 è al termine. Le dimissioni di Flavio Delbono hanno separato in modo netto una vicenda giudiziaria personale dall’amministrazione della città. Questa decisione conferma che rigore etico e trasparenza sono alla base dell’identità e del comportamento del Partito Democratico anche di fronte a un fatto inedito per Bologna su cui dobbiamo riflettere a fondo.
Ora si torna a votare dopo solo sette mesi. Sono stati mesi di buona amministrazione al servizio della città. Il programma elettorale si è trasformato in atti concreti, progetti operativi e infine nel Bilancio 2010 approvato nei giorni scorsi. Chi assumerà la guida della città potrà ripartire da qui. Ci sembra utile e doveroso fornire a chi ci ha eletti un sintetico report di alcune delle attività svolte: atti di indirizzo, iniziative delle commissioni, provvedimenti della giunta approvati dal consiglio.
Per noi, che sentivamo di rappresentare gli ottantamila bolognesi che ci hanno dato fiducia, è stata una esperienza arricchente. Crediamo di avere agito con passione e impegno nell’interesse della città, confrontandoci nel merito di ogni questione. Ognuno di noi ha ceduto un pezzetto delle proprie convinzioni in nome di un’attenzione al bene comune, finendo sempre per trovare una sintesi. Anche in questa occasione faremo la nostra parte perché Bologna possa ripartire alla grande e mantenere alta la sua fama di città del buon governo. Bologna non merita niente di meno.

Sergio Lo Giudice
Presidente del gruppo consiliare PD

www.gruppopdbologna.it

PRONTI A RIPARTIRE

04 feb 10 Categorie: Consiglio comunale, Partito Democratico, Varie

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Il mio intervento alla direzione PD di Bologna con Pier Luigi Bersani- 1 febbraio 2010 www.youtube.com/watch?v=sVdGa39chog

Parto dalle proposte che faceva Andrea De Maria nella sua introduzione perché mi permettono anche di fare qualche considerazione a margine.

La questione di un coordinamento stretto fra il partito di Bologna, il regionale e il nazionale per guidare questa fase: credo che sia una scelta utile, importante, anzi necessaria anche per un tema più generale che riguarda il partito in questa fase.

Io credo che in questo momento, un momento in cui – non sto a ripetere quel che è stato detto giustamente stasera qui – la vicenda di Bologna è non solo metafora, ma prima linea di quello che sta accadendo nel nostro paese, tenere un legame stretto fra il partito di Bologna e gli altri livelli significa rivendicare la centralità di quello che noi siamo, cioè un partito: il Partito democratico.

E lo dico in relazione a quello che è il tema forse centrale del nostro ragionamento di questa sera che è come noi gestiamo questo momento di crisi, questa sfida che sarà e che è già iniziata di rapporto con la nostra base, con i nostri circoli, con i nostri elettori. Vedete, io credo che noi dobbiamo fare un’operazione, diceva Luca Rizzo Nervo, di verità e responsabilità, che io non leggo, come qualcuno stasera ha voluto fare, poca verità in nome della responsabilità o poca responsabilità in nome della verità Si tratta di riuscire a legare assieme due elementi che per noi sono tutti e due centrali. Il tema della verità significa che se ci fossero - visto che vengono evocate - anzi dico di più, se ci sono incrostazioni di malaffare - e non è il caso del sindaco Delbono che non è stato ancora neanche rinviato a giudizio, ma riguarda il tema generale di cui stiamo parlando - se ci sono incrostazioni di malaffare che riguardano persone che hanno la nostra tessera in tasca noi dobbiamo dire come ha fatto Errani rispetto al tema del CUP,cioè se questo fosse, se questo è, noi siamo parte lesa. Perché noi siamo persone per bene.

Io non ho nessuna voglia di essere coinvolto in una sorta di psicodramma interiore sul fatto che noi siamo un partito di banditi, come qualche intervento oggi ha evocato. E non si tratta, attenzione, di andare nei circoli con una sorta di orgoglio, di arroccamento da gruppo dirigente. Perché io sono gruppo dirigente se mi siedo a una riunione dell’esecutivo. Perché se vado nel mio circolo sono e sono riconosciuto come uno della base, come uno degli altri e condivido, e so di riuscire a condividere e di farlo con verità e con sincerità fino in fondo, che noi siamo un partito sano che in questo momento si trova a dovere gestire una crisi su cui ci sono delle responsabilità. Guardate, si diceva: chiediamo scusa. Io ci sto, chiediamo scusa come partito, assumiamoci la responsabilità, ma a una condizione: chiediamo scusa come partito, non ci chiediamo scusa a vicenda perché questo sarebbe devastante rispetto alla relazione con l’esterno. Noi abbiamo appena fatto delle primarie nazionali e regionali che ci hanno portato – stavo dicendo “in dono”, ma non è stato un dono, è stata una grande fatica per tutti noi come mostrano anche gli interventi di presidenti di circolo che oggi ci spiegato, ci hanno ricordato quanto sia difficile farle le primarie – ci hanno regalato due cose, due tesori del nostro partito. Uno è un gruppo dirigente, una maggioranza, una linea politica, l’altro è un pluralismo interno. Sono due risorse. Una linea politica e una guida chiara e, accanto, un pluralismo interno. Guai se noi in una fase di questo genere puntassimo a mettere in contrapposizione queste due risorse. Lo faremo quando sarà il momento, lo faremo in fase di congresso ma, per favore, non facciamo di questa fase un’ennesima fase congressuale altrimenti non ne usciamo vivi da questa cosa.

La seconda cosa che volevo dire: il comitato politico. Io credo che anche questo sia utile. È utile perché noi abbiamo oggi gruppi dirigenti molto numerosi, forse troppo numerosi - questo è un tema per il domani – quindi un organismo che gestisca, che tenga il pallino in questa fase, più agile, più operativo io credo che sia necessario. Con l’accortezza che diversi interventi hanno ricordato, per esempio Gianluca Borghi, che non si tratti di una sottrazione di responsabilità, di coinvolgimento, di potere decisionale agli attuali organismi dirigenti, ma si tratti di un organismo che faciliti un’assunzione di responsabilità e faciliti un percorso condiviso con gli altri gruppi dirigenti.

Terzo punto, la questione della consultazione. Io sono un sostenitore convinto del meccanismo delle primarie perché credo che sia non un elemento caratterizzante ma un elemento identitario del nostro partito. Credo però che se vogliamo mantenere viva la percezione delle primarie, all’interno della società italiana prima che del nostro partito, come di uno strumento utile, noi non lo dobbiamo logorare. Io credo che oggi non ci siano le condizioni politiche per andare a fare primarie. Perché, al di là dei tempi tecnici, fare delle primarie in cui noi diamo ai cittadini una settimana di tempo per scegliere i candidati rischia di essere intesa come l’ennesima primaria burletta che serve solo a coprire una mancanza di responsabilità dei gruppi dirigenti. Io credo che, se ci riusciamo, dobbiamo fare in modo di assumerci noi questa responsabilità.

Io naturalmente sto partendo da un presupposto: ed il presupposto è che noi andiamo a votare il 28 e il 29 marzo. È questo un tema su cui io credo che noi in questi giorni dobbiamo martellare fino in fondo. Anche oggi a Berselli Pier Luigi Bersani ha risposto in maniera molto chiara. Continuano a destra a ribadire due cose: che non si andrà a votare a marzo e che non si andrà a votare a marzo per nostra responsabilità. Noi dobbiamo dire che noi abbiamo fatto tutto quello che era necessario per andare a marzo: il Sindaco ha dato le dimissioni, il bilancio è stato approvato, la Giunta ha preparato un pacchetto di delibere che è stato votato dal Consiglio comunale: la macchina è lì, è in pista, è un bolide, ha le chiavi nel cruscotto, manca solo l’autista, noi siamo pronti a ripartire.

E, fatemi dire, vi rubo dieci secondi ancora però ci tengo: siamo in fine mandato, io vorrei veramente ringraziare il gruppo consiliare del Partito Democratico nel Comune di Bologna, perché è stata un’esperienza per me molto bella. Sono state ventiquattro persone che hanno lavorato sodo, con impegno. Non hanno fatto pesare l’appartenenza correntizia al’interno del gruppo. Hanno portato le loro idee e la loro passione. Abbiamo affrontato assieme tutti i temi, anche quelli più delicati, anche quelli cosiddetti eticamente sensibili. Ragionando, smussando i nostri angoli, limando i nostri pensieri e le nostre valutazioni prima delle parole che scrivevamo sulla carta e arrivando a votare sempre, anche le cose più spinose e più delicate, tutto all’unanimità.

Io credo che queste persone abbiano fatto un buon lavoro nell’interesse di Bologna per la città. Sicuramente hanno fatto un buon lavoro per me, perché mi hanno ridato fiducia nel Partito democratico, nelle sue potenzialità e nelle sue prospettive verso il futuro.

DELBONO SI È DIMESSO: BOLOGNA VERSO UN NUOVO SINDACO

28 gen 10 Categorie: Consiglio comunale, Partito Democratico

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Oggi pomeriggio Flavio Delbono ha formalizzato le sue dimissioni da sindaco di Bologna. L’ha fatto dopo l’approvazione del Bilancio 2010 e dopo avere predisposto le ultime delibere urgenti che saranno approvate domani dal consiglio comunale. La giunta e la maggioranza che l’ha sostenuta hanno chiuso così i lavori in tempo utile per permettere a Bologna di andare al voto prima possibile. Ora si attende solo la firma del Viminale, già annunciata, sul decreto che permetterà di legare le elezioni comunali di Bologna alle prossime regionali del 28 e 29 marzo.
È stato un brutto incidente di percorso, su cui riflettere senza sconti e senza pensare che sia grandine arrivata dal cielo. La posizione di Flavio Delbono, che è innocente fino a prova contraria, sarà chiarita in sede giudiziaria. Così spero e così credo. Ma l’attività amministrativa di Bologna, l’immagine della città e le alte aspettative dei bolognesi non potevano restare invischiati in quella vicenda. “Il Comune” per i bolognesi è la casa di tutti, l’immagine specchiata di una città dal senso civico senza eguali, come mostrano le medaglie appuntate sul gonfalone della città.
Il partito democratico questo lo sa perché è l’interprete di questa storia e di queste aspettative. Quindi la decisione migliore è stata presa: ridare la parola ai cittadini per eleggere un nuovo Sindaco e ripartire.

http://bologna.repubblica.it/dettaglio/delbono-adesso-e-ufficiale-le-dimissioni-in-consiglio-comunale/1843162

http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/politica/2010/28-gennaio-2010/sindaco-oggi-si-dimette-si-va-il-voto-marzo-1602365556436.shtml

DELBONO: SÌ AI RICORSI CONTRO IL DIVIETO AI MATRIMONI GAY

13 gen 10 Categorie: Varie

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DICHIARAZIONE DEL SINDACO FLAVIO DELBONO

Nei giorni scorsi due donne hanno chiesto al Comune di Bologna la registrazione delle loro partecipazioni di nozze. Alla luce della legislazione nazionale vigente che regola il tema dei matrimoni, i nostri uffici hanno dovuto rifiutare, visto che in Italia uno dei requisiti essenziali per la validità di un matrimonio è la differenza di sesso tra coniugi. È stata una scelta dolorosa che apre molti interrogativi. Continua a leggere →

MATRIMONIO IN PORTOGALLO

08 gen 10 Categorie: Gay, Mondo

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Oggi il Portogallo ha approvato l’estensione del matrimonio a gay e lesbiche. All’inizio sembrava fosse una stranezza della solita Olanda, poi sono arrivati il Belgio, la Spagna, la Svezia e la Norvegia. Negli stessi anni Austria, Francia, Danimarca, Regno Unito, Lussemburgo, Germania, Svizzera, Slovenia, Ungheria, Repubblica Ceca, Finlandia, Islanda e Andorra hanno adottato leggi che, magari con nomi diversi, riconoscono alle coppie dello stesso sesso tutti o quasi tutti i diritti prima riservati alle coppie di sesso diverso.  In Italia stiamo ancora lì a discutere se le famiglie omosessuali sono nocive per la società o no. Poi dice che uno diventa anticlericale.

http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/8448640.stm

http://www.elmundo.es/elmundo/2010/01/08/internacional/1262958161.html

http://www.repubblica.it/esteri/2010/01/08/news/il_portogallo_dice_s_ai_matrimoni_gay_e_il_sesto_paese_dell_unione_europea-1879554/

BIOTESTAMENTO, PRESTO LA DELIBERA. PERSONE IN COMA, CENSIMENTO PIU’ VICINO

07 gen 10 Categorie: Consiglio comunale, Varie

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(DIRE) Bologna, 7 gen. - La settimana prossima dovrebbe essere pronto il testo della delibera per l’istituzione del registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento del Comune di Bologna, da discutere nelle commissioni Affari istituzionali e Sanità di Palazzo D’Accursio. In capo a un mese la delibera, messa nero su bianco dalla segreteria generale del Comune, approderà in Consiglio comunale e nei contenuti dovrebbe rispecchiare sia l’atto di indirizzo del Pd, approvato in aula lo scorso 23 novembre, sia la delibera popolare della Rete laica. Nel frattempo, pero’, al Comune arriva anche la richiesta di sostenere l’iniziativa della Casa dei Risvegli, che vorrebbe fare un censimento di tutte le persone in coma da lungo tempo o in stato vegetativo presenti a Bologna e curate in casa o in strutture sanitarie pubbliche e private.
A farsene carico oggi in commissione Sanità è Maria Cristina Marri, consigliere comunale della lista Guazzaloca e segretario provinciale dell’Udc a Bologna, che raccoglie subito il sostegno del Pd e della presidente della commissione, la democratica Teresa Marzocchi. “Io sono disponibile ad avviare un percorso- manda a dire Marzocchi- per valutare cosa il Comune può fare giuridicamente ed economicamente per sostenere questa iniziativa. E’ un nostro dovere farlo”. D’accordo anche il capogruppo del Pd, Sergio Lo Giudice, anche se vede nell’Ausl il soggetto a cui andrebbe affidato questo lavoro. In ogni caso, aggiunge Lo Giudice, quella di Fulvio De Nigris “e’ una battaglia importante e assolutamente condivisibile, a cui bisogna dare attuazione”.
La richiesta di Marri, pero’, era condita anche di polemica politica. “Con l’istituzione del registro per il biotestamento- accusa Marri- si spreca tempo e denaro, non porterà a nulla di positivo. E’ cattiva politica, si sancisce il diritto alla morte quando non si fa nulla per il diritto alla vita”. Per questo Marri chiede che il Comune “metta altrettanto impegno nel sostenere l’iniziativa di De Nigris”.
Al Pd pero’ non piace il legame con il registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento. “Le due cose vanno tenute separate- replicano Marzocchi e Lo Giudice- l’una non esclude l’altra”. Di biotestamento si e’ tornato a discutere questa mattina in commissione Sanità a Palazzo D’Accursio grazie all’udienza conoscitiva con la Rete laica, rappresentata dal portavoce Maurizio Cecconi. Contro Cecconi, pero’, si sono scatenati gli attacchi di Udc e Pdl. In particolare il vicepresidente del Consiglio, l’azzurro Paolo Foschini, accusa la Rete laica di aver prodotto “un’iniziativa strumentale e politica, solo per portare i voti radicali al Pd in vista delle regionali”. Inoltre rinfaccia a Cecconi di aver ignorato tutti i dubbi tecnico-giuridici sollevati sul registro comunale da medici e notai. Poi aggiunge: “Di questo passo vivremo in un mondo dove i morti saranno chiamati diversamente vivi”. Secca la replica di Cecconi: “Noi non siamo un partito politico e ne siamo fieri, ne’ abbiamo l’intento surrettizio di sostenere una determinata forza politica. Anzi, siamo grati agli esponenti di centrodestra come Felice Caracciolo e altri del Pdl che sostengono la nostra iniziativa”. Cecconi annuncia poi che sarà tra il pubblico il prossimo 23 gennaio, alle 11 in Cappella Farnese, al convegno dell’associazione “Bologna cambia” con il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, e Romano Magrini.

LILA: GRAZIE OBAMA

03 gen 10 Categorie: Mondo

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La LILA, Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS, ha reso nota oggi una notizia che si aspettava da più di vent’anni: gli Stati Uniti hanno rimosso l’odioso divieto di ingresso per le persone sieropositive. Uno dei tanti segnali di cambiamento dell’amministrazione Obama. Thank you, Barack.


ERA ORA. GRAZIE OBAMA

Torino, 3 gennaio 2010. Da domani le persone sieropositive potranno entrare, viaggiare, lavorare e risiedere negli Stati Uniti d’America, cosa proibita fino a oggi. Diventa infatti esecutiva da lunedì 4 gennaio 2010 la legge, depositata lo scorso 2 novembre, che cancella il divieto di ingresso e permanenza negli Stati Uniti per le persone affette da Hiv/Aids, in vigore dal 1987. Continua a leggere →

BUONE FESTE

30 dic 09 Categorie: Varie

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“La pace è un insieme di condizioni in cui l’uomo può vivere liberamente e in piena dignità. La guerra è uno strumento efficacissimo per cancellare, in un solo colpo, tutte queste condizioni. Ma anche la povertà, la miseria, la mancanza di libertà riescono a ottenere lo stesso, malefico risultato. “

Shirin Ebadi, premio Nobel per la pace

Il futuro ci porti la pace nella giustizia.

Buone feste, buon 2010.


UGUALI, DAVVERO (TRANS COMPRESI/E)

22 dic 09 Categorie: Gay, Partito Democratico

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La Finanziaria 2010 dell’Emilia Romagna è legge. La Regione guidata da Vasco Errani ha messo in campo gli strumenti per continuare a contrastare la crisi economica.
Ma l’attenzione dei media è stata catalizzata soprattutto da due articoli del corposo testo di legge nei quali la Regione delinea la sua politica per le famiglie: intervenire in modo forte sui nuclei familiari e sulle persone senza discriminare in base all’orientamento sessuale né allo status giuridico delle coppie, ma articolando gli interventi sulla base dei bisogni. Continua a leggere →

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