Parità. “Rete potente contro le discriminazioni”, parlamentari a rapporto dalla Conferenza delle elette/

Incontro in Assemblea legislativa con la presidente Roberta Mori e l’assessora Emma Petitti. Tra i temi affrontati il riconoscimento dei carichi famigliari e la medicina di genere

L’8 marzo è passato da pochi giorni ma, lontano dai riflettori, il percorso per la parità richiede impegno costante tutti i giorni.  E, per ribadire il concetto, “365 giorni l’anno” è lo slogan scelto dalla Commissione per la parità e i diritti delle persone, presieduta da Roberta Mori, per la terza riunione della Conferenza delle Elette dell’Emilia-Romagna: un confronto plurale sulle politiche di parità e i provvedimenti in itinere che questa volta, oltre alle amministratrici locali, ha coinvolto i Parlamentari, le Parlamentari e le Associazioni regionali. Per colmare la distanza che ancora separa uomini e donne nella vita pubblica e in quella privata, sono ancora molti gli interventi attesi a livello nazionale dove non mancano le iniziative parlamentari che mirano ad incidere nei diversi settori in cui si può declinare la parità: dall’occupazione al welfare, dalla tutela della salute (in un’ottica di medicina di genere) allo sport. Ne hanno parlato alcuni dei parlamentari che hanno colto l’invito a partecipare alla conferenza. La deputata Antonella Incerti ha ricordato la proposta di legge quadro nazionale sulla parità (non ancora calendarizzata in commissione) “mutuata dalla Legge quadro dell’Emilia-Romagna”. La senatrice Josefa Idem ha invece fatto cenno alla proposta di legge per la parità delle atlete professioniste in ambito sportivo, anche in questo caso in attesa di essere discussa in commissione. L’onorevole Marilena Fabbri ha riferito sul testo approvato alla Camera (in attesa del passaggio in Senato) per la tutela degli orfani di delitti domestici, mentre Paola Boldrini, firmataria della proposta di legge per l’applicazione e la diffusione della medicina di genere, ha ricordato l’impegno che ha portato alla firma di un protocollo per introdurre l’approccio di genere negli insegnamenti delle facoltà di medicina di numerosi atenei. Dei temi affrontati dalla commissione lavoro della Camera ha poi parlato la deputata Patrizia Maestri, che ha rappresentato l’impegno per il riconoscimento del lavoro delle donne per carichi familiari. Il senatore Sergio Lo Giudice ha tracciato il quadro degli interventi normativi adottati nel corso di questa legislatura in tema di diritto di famiglia. Infine, l’onorevole Maino Marchi ha ricordato che la nuova legge di contabilità ha normato il bilancio di genere e il Pil non sarà più l’unico indicatore per valutare lo stato di benessere del Paese. “Con questa conferenza delle elette allargata – ha spiegato Roberta Mori – ci preme fare il punto sul percorso di affermazione della parità a tutti i livelli, regionale e nazionale, e sui futuri passi da compiere. Un terreno di lavoro che richiede una integrazione tra le diverse responsabilità di governo e il protagonismo di tutti i soggetti coinvolti, perché -ha spiegato- a partire dalla Legge quadro sulla parità ci preme realizzare politiche strutturali che permangano nel tempo, attraverso l’istituzione di organismi e l’adozione di una serie di provvedimenti che siano il più possibile uniformi e coerenti”. In questa prospettiva – ha chiarito Mori – va anche la prossima istituzione del Tavolo regionale per le politiche di genere, al quale prenderanno parte le rappresentanze di tutti i segmenti della società, dalle imprese al volontariato, dagli enti locali alle associazioni, per costruire una rete potente contro le discriminazioni”. “Stiamo dimostrando nei fatti che stiamo rispettando l’impegno preso dopo il varo della prima legge regionale sulla parità adottata in Italia”, ha detto l’assessora alle Pari opportunità, Emma Petitti, riferendosi alle misure adottate dalla Regione a seguito della Legge quadro 6/2014″. Tra queste c’è il Piano antiviolenza adottato nel maggio scorso. Per tutto il lavoro di contrasto alla violenza, tra le risorse nazionali e quelle regionali, – ha ricordato l’assessora – l’Emilia-Romagna potrà contare nel prossimo biennio su quasi 4 milioni di euro. Nei prossimi giorni verrà anche definito l’Osservatorio regionale, uno strumento per valutare l’impatto delle misure adottate per la parità di genere. Di pari passo partirà il tavolo con tutti i soggetti (enti locali, associazioni, forze sociali) che hanno un ruolo attivo. “In questo senso – ha ribadito Petitti – credo che la Conferenza delle elette abbia una funzione fondamentale per indirizzarci nelle scelte e per far sì che tutte le azioni indicate nella legge possano prendere forma”. Tra gli amministratori locali che hanno partecipato alla conferenza sono intervenute: Paola Casali (sindaca di Bagnolo in Piano e delegata alle pari opportunità della Provincia di Reggio Emilia) Claudia Gatta, assessora alle Politiche sociali del Comune di Faenza, Unione Romagna Faentina – Ravenna), Domenica Spinelli, sindaca del Comune di Coriano – Rimini); Chiara Casoni (consigliera Comune di Casalecchio di Reno-Bologna). (Isabella Scandaletti)

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