LA CULTURA

CONTRO I VENTI DI GUERRA

Soffiano venti di guerra e gli spifferi arrivano dentro le nostre case. Forse mai come oggi la nostra generazione, e quelle più giovani, si erano sentite coinvolte in uno scontro non più potenziale ma reale. Siamo tutti spiazzati di fronte ad un'organizzazione crudele e sanguinaria, che fa strage sul suo stesso territorio di chi non si conformi alla sua ideologia totalitaria e disumana, ed esporta il terrore nelle nostre strade facendo esplodere ragazzi educati sin dall'infanzia al culto del martirio.

Alcune avvertenze  per disporci ad affrontare nel modo più efficace questa nuova situazione:

1. Non strumentalizzare la tragedia a fini elettorali. Dopo i sanguinosi attacchi di Parigi, non sono tardate le scorribande di chi soffia sul fuoco dello scontro tra religioni per  fondare il consenso sulla  paura. Ho trovato  strumentale e pericoloso l’appello della presidente del Quartiere Santo Stefano di Bologna ad affiggere il crocifisso in tutte le scuole per ribadire "l’identità e la tradizione cristiana", importando così un inutile scontro fra religioni in ogni classe.

2. Affrontare la questione del rapporto fra occidente e mondo islamico con le armi della cultura e della riflessione. A questo scopo, lunedì 30 a Bologna ReteDem propone un incontro su immigrazione e multiculturalismo introdotto da don Giovanni Nicolini.

3.Rivedere le politiche dei paesi occidentali sulla vendita di armi ai paesi in conflitto. Con la collega Silvana Amati e altre senatrici abbiamo chiesto informazioni al Ministro degli esteri sulle armi che dall'Italia arrivano in Arabia  Saudita (armamenti partiti da una fabbrica della Sardegna e destinati all'Arabia Saudita).

4. Agire per esportare nel mondo attenzione ai  diritti umani. A seguito di una mia interrogazione parlamentare sull'arresto di un giovane tunisino per omosessualità, il Ministero degli esteri, tramite l'Unione europea, ha fatto un passo presso il ministero degli esteri tunisino. Il ragazzo è stato liberato, anche se rimane in attesa del  processo.

LA SINISTRA (CHE CAMBIA) IN UN MONDO CHE CAMBIA

Il mondo cambia sotto i nostri occhi e la sinistra ha bisogno di trovare le parole per dire queste trasformazioni.  Come portavoce di ReteDem, ho convocato con Gianni Cuperlo e Roberto Speranza un incontro unitario della sinistra ​P​d per il 12 dicembre a Roma. Vogliamo confrontarci i con singoli, associazioni, esperti sul senso da dare ad un centrosinistra contemporaneo di fronte alle nuove sfide.

QUI BOLOGNA

Il PD di Bologna ha scelto Virginio Merola come suo candidato a sindaco, ma c'è chi non rinuncia a tentare di indebolirlo. Con Sandra Zampa (ma l'hanno fatto anche molti altri) ho smentito un articolo di Repubblica che parlava di dubbi dei parlamentari bolognesi. Ho invece salutato con favore la scelta di Merola di rinunciare al Passante nord.

Il 5 dicembre parteciperò a Bologna ad una tavola rotonda su famiglia/ famiglie all'interno di un interessante convegno sul diritto delle donne alla salute.

IN SENATO

Ho presentato un'interpellanza al Ministro dell'economia per chiedere al Governo di rivedere i criteri di attribuzione dei fondi dell'otto per mille, criticato e definito "opaco" dalla Corte dei Conti.​

Ho firmato due interrogazioni di Josefa Idem sul caso Tavecchio​ e sul calcio femminile, una, a prima firma Cucca, sulla condizione delle carceri sarde, una depositata da Nadia Ginetti, sui risarcimenti per l'abnorme durata dei processi, una di Vittorio Fravezzi sull'alleggerimento degli adempimenti burocratici alle associazioni per accedere al 5 per mille e un disegno di legge di Luigi Manconi sulla condizione degli apolidi.

Di unioni civili si tornerà a parlare (e spero ad approvare in tempi brevi la legge) in gennaio, subito dopo la pausa festiva. 

Intanto continuò ad andare in giro a spiegare i contenuti della legge. Il 27 novembre sarò a Firenze​ e il 4 dicembre a Bassano del Grappa.

INTERVENTI

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